Archivi tag: Psicologia del Public Speaking

La comunicazione di Michelle Obama: linguaggio statico e linguaggio di processo

Ho a che fare con una lieve forma di depressione”: queste le parole che Michelle Obama ha usato poche ore fa nel suo podcast, disponibile su Spotify.

Non ha detto “I’m depressed” (“sono depressa”) ma “I’m dealing with some form of low-grade depression”, ovvero: “ho a che fare con” una lieve forma di depressione, appunto.

Sembra una sfumatura, ma fa molta differenza: se Michelle Obama avesse detto “sono depressa”, il suo linguaggio avrebbe suggerito immediatamente un’identificazione con quell’esperienza.

Dicendo invece “ho a che fare con” la depressione, ha dato una descrizione specifica di quello che le sta accadendo, non di quello che lei “è”.

La psicologia ci insegna la distinzione tra il linguaggio statico (che fa ampio uso del verbo essere), e il linguaggio di processo (che descrive ciò che ci accade in maniera fluida, più dinamica).

L’esempio di Michelle Obama sensibilizza il pubblico su un tema molto delicato: sì, anche lei ha a che fare con la depressione, e sì, per descriverlo non serve usare per forza il verbo essere.

Insegna così alle persone che esistono modi diversi per descrivere i propri stati interni, senza necessariamente dover “diventare” quello che proviamo.

Una grande lezione di comunicazione, che passa attraverso una piccola sfumatura di linguaggio.

© Patrick Facciolo – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.

Pubblicato in Ultimi aggiornamenti | Contrassegnato , , , , , , , , , |

Come i pensieri condizionano i nostri discorsi in pubblico

Quando parliamo in pubblico siamo già convinti di sapere quello che gli ascoltatori pensano di noi.

È questo l’ostacolo che spesso individuo tra le persone che vengono a seguire un corso di Public Speaking con me. Continua a leggere →

Pubblicato in Ultimi aggiornamenti | Contrassegnato , , , , , , |

Come affrontare l’imbarazzo della webcam: 3 spunti di consapevolezza

“Affrontare l’imbarazzo”, senza scacciarlo

Come affrontare l’imbarazzo della webcam: se un po’ mi conoscete sapete che in questi casi non amo il verbo “scacciare”, “risolvere” o “allontanare”. Questo perché se l’imbarazzo c’è, è qualcosa che evidentemente aveva ragione di emergere in un dato momento, e non sempre dobbiamo spazzare via tutto così di fretta, ammesso che poi si possa davvero farlo poi con tutta questa semplicità.

Cominciamo col raccontare che non è la webcam a crearci imbarazzo, ma che siamo noi a provare imbarazzo rispetto alla webcam: questa è una sfumatura da sottolineare molte volte in cui parliamo di stress. In generale, possiamo dire che la webcam è uno stressor neutro, cioè non è la webcam di per sé che ci stressa, ma siamo noi a valutare questa esperienza come eccedente le nostre risorse.

Questo è un tema molto importante, perché se capiamo che non è la webcam in sé il problema, ma il fatto che è la richiesta dell’ambiente a eccedere le nostre risorse attuali, sappiamo che possiamo lavorare su quest’area per migliorare il nostro rapporto con questa esperienza. Continua a leggere →

Pubblicato in Ultimi aggiornamenti | Contrassegnato , , , , , , , , , , , |

Parlare in pubblico: come comunica Giorgia Meloni

Giorgia Meloni. Foto tratta da Wikipedia

La settimana scorsa, il 19 ottobre, si è svolta a Roma in Piazza San Giovanni la manifestazione della Lega, a cui hanno partecipato i leader del centrodestra, tra cui Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

Diversi quotidiani hanno sottolineato un passaggio del suo discorso, relativo alla proposta di limitare per legge l’utilizzo del contante:

«Adesso hanno messo il tetto al contante, e dobbiamo pagare col bancomat. Fra un po’ andremo al bancomat a prelevare i nostri soldi, e il bancomat ci chiederà: “Perché vuoi 100 Euro, che ci devi fare?”. Ma fatti gli affari tuoi “che ci devo fare”, sono soldi miei, guardone!»

Continua a leggere →

Pubblicato in Ultimi aggiornamenti | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , |

Paura di parlare in pubblico: dobbiamo per forza superarla?

Sabato sera ho avuto il piacere di presentare il mio libro, “Parlare in pubblico con la mindfulness. Gestire meglio lo stress da palco con la meditazione e le risorse del linguaggio”, all’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, in provincia di Pisa.

Si tratta di un luogo molto importante per me, che mi ha ospitato molte volte come praticante durante i miei ritiri di meditazione, e per momenti di riflessione che in questi ultimi anni ho dedicato a me stesso, quando ho praticato la mindfulness in modo più intensivo.

È stato un momento doppiamente emozionante perché diverse pagine del mio libro, dedicato alla comunicazione efficace, sono nate proprio lì, mentre dedicavo del tempo a me stesso. E perché poter parlare di meditazione mindfulness e dei suoi effetti benefici in un luogo così importante, mi ha dato tanta energia.

In questo estratto dal mio intervento torno a occuparmi di Public Speaking, in particolare di paura di parlare in pubblico, e sottolineo ancora una volta che non è necessario doverci per forza “contrapporre” alle nostre emozioni, di “superare la paura di parlare in pubblico”, ma che una via ispirata a una maggiore consapevolezza del qui e ora potrebbe essere, più semplicemente, quella di imparare a “relazionarci” meglio con le nostre emozioni, senza per forza scacciarle.

La mindfulness (da non confondere con la meditazione trascendentale), attraverso l’esercizio della meditazione guidata, può insegnarci l’arte del “prestare attenzione”. È un tipo di meditazione che ci può insegnare a stare con ciò che accade nel momento presente, un aspetto molto utile anche per chi vuole imparare a comunicare efficacemente e parlare davanti a un pubblico. E che dal mio punto di vista può offrire dei benefici anche rispetto all’ ascolto attivo.

© Parlarealmicrofono.it – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.

Pubblicato in Ultimi aggiornamenti | Contrassegnato , , , , , , , , , , , |