Archivi tag: Psicologia del Public Speaking

Come parlare in pubblico: le basi del Public Speaking

Esistono delle “basi” del Public Speaking, degli elementi fondamentali dell’arte di parlare in pubblico? Sì, se consideriamo che parlare in pubblico è una delle tante esperienze della nostra vita, e che come tale possiamo considerarla.

Di conseguenza, le “basi” del Public Speaking sono più in generale le “basi” della comunicazione tra noi e le altre persone. Le altre, spesso, sono “etichette” (Public Speaking, Public Speaker, Speech, Audience, ecc.), che non ci permettono di guardare in profondità a questa esperienza.

Ne ho parlato il 5 maggio scorso con Leo Cascio, professionista che si occupa di personal branding, che mi ha ospitato sulle sue piattaforme per una chiacchierata sui temi della comunicazione.

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È uscito il mio nuovo libro, “Controcultura del Public Speaking”

Ci sono situazioni nella vita che accadono così, all’improvviso. Quando decidi che hai delle cose da dire a chi ti segue, e le racconti in un webinar.

Poi, il giorno dopo, ti arrivano tanti commenti da chi ha partecipato, e ti accorgi che quel tema è stato sentito molto. E allora ti dici: “Perché non farlo diventare un libro?”.

Ed è così che ho fatto in queste ultime ore: un intero weekend di lavoro per ottimizzare la trascrizione, editarla e rifinirla, e via con la pubblicazione nel giro di poche ore.

Quindi, come vedete dalla foto, ci siamo: vi presento il mio nuovo libro. L’ho intitolato: “Controcultura del Public Speaking. Perché non possiamo controllare le impressioni di chi ci ascolta”, già disponibile su Amazon sia in formato cartaceo che in formato Kindle. Continua a leggere →

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Mindfulness, filosofia e linguaggio nel Public Speaking: intervista a Patrick Facciolo

Recentemente sono stato ospite del podcast “Mettiamoci la voce” con Sandro Ghini, Maria Grazia Tirasso e Francesco Nardi, che mi hanno intervistato sui temi del Public Speaking, l’arte di parlare in pubblico.

Ho parlato ancora una volta dell’importanza della mindfulness (consapevolezza) per relazionarci meglio coi nostri pensieri, emozioni e sensazioni fisiche, e di quanto il linguaggio e la creazione di immagini con le parole possano aiutarci a comunicare con più precisione. Ho introdotto alcuni temi psicologici e filosofici (in particolare il concetto di “fenomenologia“) per spiegare quanto il Public Speaking sia un’esperienza che “fa parte” della vita, e non un’attività con regole ed etichette che gli appartengono in modo specifico.

In chiusura, ho invitato il pubblico a partecipare al mio webinar gratuito “Perché controllare le impressioni degli altri è un’illusione. L’arte di parlare in pubblico tra filosofia e psicologia“, che si terrà su Zoom venerdì 12 febbraio 2021 alle 21.00.

Per informazioni e iscrizioni al webinar: http://www.leimpressionideglialtri.it

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Parlare in pubblico via webcam: intervista a Patrick Facciolo

In questa intervista che ho rilasciato alla giornalista Veronica Ruggero per il magazine online Moondo, riepilogo e sintetizzo i miei contenuti degli ultimi anni sui temi del public speaking a distanza, che avete già avuto modo di ascoltare in altri video e leggere sul mio blog nel corso del tempo.

Abituarsi all’ignoto della telecamera, allo stress e all’imbarazzo della webcam, realizzare slide efficaci (con caratteri grandi e ben leggibili), utilizzare greenscreen e virtual set per proiettare sfondi virtuali alle nostre spalle, utilizzare microfono e stanze virtuali: sono solo alcuni dei temi che ho affrontato in quest’intervista, con un particolare approfondimento sui temi della Didattica A Distanza (DAD) per studenti e insegnanti nelle scuole.

Ho parlato anche dell’importanza di trovare spazi in casa in cui dedicarci possibilmente soltanto alle attività di smartworking, per indicare al nostro cervello che sì, quello spazio è dedicato proprio a quell’attività, in modo da favorire di più la concentrazione.

Alla stessa maniera mi sono occupato dell’importanza di intervenire al momento giusto all’interno dei meeting online e delle web conference. Per ultimo, ho parlato di quanto sia importante imparare ad ascoltarsi, altro elemento significativo nell’esperienza di Public Speaking a distanza.

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Sguardi e mascherine: quella persona mi starà sorridendo?

Le persone che indossano la mascherina talvolta ci sembrano più serie e severe del solito. E c’è un perché.

Diversi studi psicologici hanno catalogato nel corso dei decenni vari tipi di sorrisi: non mi interessa qui ragionare sul loro significato (tema molto controverso), ma su quelli che non prevedono un coinvolgimento diretto degli occhi.

Tra questi, individuati da Paul Ekman:

1. SORRISO DI COORDINAZIONE: sorriso lieve, solitamente asimmetrico, che non coinvolge i muscoli orbicolari degli occhi;

2. SORRISO DI RISPOSTA DELL’ASCOLTATORE: si tratta di un particolare sorriso di coordinazione, che ci fa capire che l’altro ha capito quello che gli stiamo dicendo.

Questi sorrisi hanno una funzione sociale importante. Quando guardiamo qualcuno che indossa la mascherina, non riusciamo a decifrare queste diverse modalità di sorriderci, poiché non coinvolgono a sufficienza i muscoli orbicolari degli occhi.

È importante quindi uno sforzo di consapevolezza per capire che non è per forza l’altra persona a essere seria o severa nei nostri confronti, ma siamo noi che non riusciamo a decodificare il tipo di messaggio che ci sta mandando.

Semplicemente perché ha la bocca e il naso coperti.

Nel parlo in questo video, aggiungendo alcune riflessioni sulla distinzione tra osservazione e interpretazione dei messaggi dei nostri interlocutori, e sull’importanza della mindfulness (consapevolezza) per riconoscere meglio i nostri pensieri e le nostre emozioni.

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