Tu ci sei nelle mie parole: l’importanza di citare il nostro pubblico

Quando in un discorso utilizzo il “voi”, sto facendo capire a chi mi ascolta che mi sto rivolgendo direttamente una moltitudine di persone.

Questa modalità è utilizzabile anche nel Public Speaking? Certamente sì, perché se conduco una riunione o una presentazione in pubblico e non cito mai il pubblico, ma mi limito soltanto a usare i contenuti, per esempio dicendo: “Oggi sono qui per mostrare le percentuali di fatturato della nostra azienda”, mi chiedo: dov’è il pubblico?

In questa frase non c’è un “voi”, non c’è un pubblico che viene citato, e questo è un elemento che nel Public Speaking è molto importante.

Se pensiamo che il Public Speaking è un’attività di relazione con cui noi ci rivolgiamo al prossimo, dire al pubblico tu ci sei nelle mie parole, è una cosa molto importante, molto significativa.

Ne ho parlato mercoledì 4 dicembre durante il mio intervento a Freelance Network a Milano.

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Parlare in pubblico: come usare le metafore durante un discorso

Quando ascoltiamo un discorso in pubblico può capitarci di sentire frasi del tipo: “Fuori da questa sala piove, ma qui dentro splende il sole”. In questo caso abbiamo a che fare chiaramente con una metafora, poiché è evidente che il sole non splenda per davvero all’interno di quella sala.

Per capire se questo tipo di comunicazione è efficace, sarebbe curioso fare la prova opposta: uscire da quella sala, e chiedere al primo passante: “scusi, lo sa che qui fuori piove, ma lì dentro splende il sole?”. Ci diventerebbe a quel punto chiaro come, cambiando il contesto, la frase risulti totalmente incomprensibile.

Metafore e comunicazione politica

In comunicazione politica accade la stessa cosa: pensiamo a quando Pierluigi Bersani parlava di “Smacchiare il giaguaro”, riferendosi alla volontà di sconfiggere Silvio Berlusconi.

Se proponessimo oggi la stessa frase a un ventenne, probabilmente non la capirebbe. Ma se gli dicessimo, più semplicemente, che Pierluigi Bersani voleva sconfiggere Silvio Berlusconi, senza utilizzare alcuna figura retorica, la comunicazione molto probabilmente andrebbe a buon fine.

Dalla metafora alla similitudine

In generale, credo sia buona norma fare attenzione alla distinzione tra metafore e similitudini: mentre la metafora ci comunica in modo implicito un’analogia tra due situazioni, e ci costringe a decodificarla, la similitudine utilizza il “come” per esplicitare che si tratta proprio di un’analogia, e in questo modo viene fraintesa più difficilmente.

“Lo sa che qui fuori piove, ma lì dentro è COME se splendesse il sole?”: usando la similitudine cambia solo una parola, ma in realtà, come abbiamo visto con questo semplice esempio, cambia tutto.

Ne parlo in questa conferenza tenuta oggi a Freelance Network a Milano.

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Parlare in pubblico: come relazionarci con le nostre performance

Quando siamo su quel palco, sembra che dipenda tutto da noi.

Proviamo paura di parlare in pubblico, ci sentiamo agitati, magari ci trema un po’ la voce, e alla fine della nostra conferenza sentiamo di aver detto il 50% di quello che volevamo dire.

Come ci relazioniamo con tutto questo? Quanto spesso finiamo col dirci: “non sono capace di parlare in pubblico”?

In una cultura dominata da performance eccellenti a tutti i costi, durante la mia ultima intervista rilasciata a Radio Cantù ho cercato di rimettere in ordine un po’ di concetti importanti.

Con lo scopo di raccontarvi che quando facciamo Public Speaking possiamo imparare a perdonarci un po’ di più.

E a dirci che, comunque, “va bene così“.

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Libri Parlare in Pubblico: è uscito “Enciclopedia del Public Speaking”, la prima raccolta di Patrick Facciolo

Quali parole scegliere quando dobbiamo parlare in pubblico? Come favorire l’attenzione di chi ci ascolta? Come esprimere i nostri contenuti in maniera efficace? Come relazionarci meglio con lo stress che proviamo sul palco? Sono solo alcune delle domande a cui ho provato a rispondere in questi anni.

Dal 2013 a oggi ho scritto 5 libri, prodotto più di 450 pagine su questi temi, e adesso ho deciso di metterle tutte insieme in un unico libro. È un piacere per me presentarvi “Enciclopedia del Public Speaking – 5 libri in 1 sull’arte di parlare in pubblico”.

Quest’opera è la raccolta dei miei primi 5 libri, che sono “Crea immagini con le parole” (2013), “Il pubblico non è una mucca da contenuti” (2014), “Appunti di dizione” (2016), “Parlare al microfono” (2017) e “Parlare in pubblico con la mindfulness” (2019).

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Come parlare in pubblico: il potere delle negazioni

“Non aumenteremo le tasse”, “Non aumenteremo i prezzi”, “Non vogliamo le elezioni”: quante volte leggiamo sui giornali o ascoltiamo in televisione frasi di questo genere?

Che si tratti di comunicazione politica, di Public Speaking, di marketing, o di semplici conversazioni di lavoro, l’uso delle negazioni in alcuni casi potrebbe non aiutarci.

Evocare un’immagine, negandola, potrebbe infatti mettere il nostro ascoltatore nelle condizioni di evocare esattamente lo scenario che volevamo tenere a distanza.

Diceva il giornalista Mario Missiroli che “una smentita è una notizia data due volte”, e mai come in casi simili una frase del genere assume significato e importanza.

Ne parlo nel mio video di oggi, tratto dal mio ultimo intervento a SMAU Milano.

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