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Stress da Public Speaking e meditazione mindfulness

È arrivato il grande giorno: questa sera alle 19.15 presenterò a Milano il mio ultimo libro, “Parlare in pubblico con la mindfulness” presso la Casa della Psicologia.

Per l’occasione in questo video vi propongo un estratto del mio intervento di alcuni giorni fa a Radio Bocconi, ai microfoni di Giulia Orsi.

Ci sono gli ultimissimi posti disponibili per questa sera: per richiedere l’iscrizione gratuita all’evento vai su https://patrickfacciolo.eventbrite.it

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Paura di parlare in pubblico, o del contesto?

Talvolta sintetizziamo con la formula “paura di parlare in pubblico” un’emozione che forse possiamo contestualizzare meglio: potrebbe capitarci di provarla quando siamo in riunione con i nostri colleghi (proprio perché ci sono i nostri colleghi, e ci sembra una situazione più attivante di altre), mentre potremmo non provarla quando parliamo delle nostre vacanze davanti ai nostri amici al ristorante. Eppure anche quella è un’occasione di Public Speaking!

In questo video do una definizione di stress, e spiego che l’emozione della “paura” talvolta può essere riferita al contesto specifico in cui facciamo Public Speaking, e non all’atto in sé di parlare in pubblico.

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Come usare tono e volume di voce quando parliamo in pubblico

Spesso pensiamo che in un discorso in pubblico il tono e il volume della nostra voce possano essere pretedeterminati al 100%, scegliendo in anticipo tutti i passaggi da sottolineare di più.

Ma siamo proprio sicuri che sia possibile determinare tono e volume in anticipo? E in ogni caso, se anche fosse possibile, si tratterebbe di una forma di comunicazione del tutto autentica?

Se definiamo a monte i passaggi di un discorso in cui usare un certo tono e un certo volume con precisione millimetrica, potremmo finire per non tenere in considerazione il contesto e la relazione col nostro pubblico, che scopriremo solo una volta sul palco.

Alla stessa maniera, tono e volume di voce possono aiutarci a esprimere le emozioni che proviamo, e che decidiamo di condividere col pubblico. Ma come facciamo a sapere a priori quali emozioni proveremo in un determinato momento?

Ancora una volta, quando si tratta di arte di parlare in pubblico, possiamo sì provare un discorso e ipotizzare degli scenari possibili, ma soltanto una volta davanti al pubblico potremo effettivamente relazionarci con l’imprevedibilità della comunicazione.

E solo in quel momento potremo scegliere con maggiore consapevolezza il tono e il volume di voce più adeguati.

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Perché non chiedere a un ospite: “Sei emozionato?”

Durante una presentazione in pubblico può capitare di introdurre un ospite, e di accoglierlo con la frase: “Sei emozionato?”.

In questa puntata sottolineo l’importanza di rispettare lo stato interno del nostro ospite: le emozioni sono qualcosa di privato, e non è detto che il nostro interlocutore voglia necessariamente condividerle con tutta la platea.

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Parlare in pubblico: come affrontare i momenti di silenzio

Durante una presentazione in pubblico può capitarci di dover affrontare dei momenti di silenzio. Una delle situazioni più frequenti è quella in cui decidiamo di dare la parola alle persone tra il pubblico affinché facciano delle domande, ma nessuno alza la mano.

Come possiamo comportarci in questa situazione? Se ricominciamo a parlare dopo poche frazioni di secondo, le persone potrebbero non avere il tempo sufficiente per pensare cosa dire e intervenire. Alla stessa maniera, affrontare un momento di silenzio troppo lungo potrebbe farci provare imbarazzo.

Nel proporre una possibile soluzione, in questa puntata torno a parlare di meditazione e di consapevolezza mindfulness, e di quanto le pause possano essere preziose per tornare a osservare pensieri, emozioni e sensazioni del corpo, permettendoci di abitare meglio proprio quegli stessi momenti di silenzio.

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