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Perché “mandami le slide prima dell’evento” è un concetto sbagliato

Certe volte quando dobbiamo fare un intervento in pubblico ci viene richiesto di mandare in anticipo le slide agli organizzatori.

Premesso che in alcuni casi è indispensabile per ragioni logistiche, tecniche e organizzative, in molti altri casi prima di partire in quarta con questa abitudine potremmo fare qualche riflessione.

Se infatti è vero che è importante prepararsi, preparare dei contenuti e delle slide efficaci e ben organizzate, allo stesso tempo torno a ribadire che la relazione col nostro pubblico nasce nel “qui e ora” quando stiamo davvero parlando in pubblico.

Non possiamo cioè prevedere tutto quello che succederà, come reagirà il nostro pubblico, e come ci relazioneremo con le persone che ci ascolteranno.

Per questa stessa ragione non possiamo sapere già da prima, alla perfezione, quante e quali slide proietteremo: potrebbe capitarci di dover aprire un’altra presentazione per fare un approfondimento che non avevamo previsto, potrebbe capitarci una domanda che ci fa saltare da una slide all’altra della presentazione, potremmo averne preparare più del previsto e mostrarne la metà, e così via.

Ancora una volta, il Public Speaking, l’atto di parlare in pubblico, si realizza nel momento presente, la relazione con il nostro pubblico si crea nel momento presente, e perché no, anche la scelta delle slide da mostrare può essere legittimamente condizionata da quello che succede “qui e ora”.

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Come usare tono e volume di voce quando parliamo in pubblico

Spesso pensiamo che in un discorso in pubblico il tono e il volume della nostra voce possano essere pretedeterminati al 100%, scegliendo in anticipo tutti i passaggi da sottolineare di più.

Ma siamo proprio sicuri che sia possibile determinare tono e volume in anticipo? E in ogni caso, se anche fosse possibile, si tratterebbe di una forma di comunicazione del tutto autentica?

Se definiamo a monte i passaggi di un discorso in cui usare un certo tono e un certo volume con precisione millimetrica, potremmo finire per non tenere in considerazione il contesto e la relazione col nostro pubblico, che scopriremo solo una volta sul palco.

Alla stessa maniera, tono e volume di voce possono aiutarci a esprimere le emozioni che proviamo, e che decidiamo di condividere col pubblico. Ma come facciamo a sapere a priori quali emozioni proveremo in un determinato momento?

Ancora una volta, quando si tratta di arte di parlare in pubblico, possiamo sì provare un discorso e ipotizzare degli scenari possibili, ma soltanto una volta davanti al pubblico potremo effettivamente relazionarci con l’imprevedibilità della comunicazione.

E solo in quel momento potremo scegliere con maggiore consapevolezza il tono e il volume di voce più adeguati.

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Public Speaking: il discorso del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Senato [VIDEO]

In questo video vi propongo il mio commento al discorso di Giuseppe Conte di questa mattina in Senato. Nel video sottolineo che si è trattato di due discorsi in uno: la prima parte basata su registri linguistici più alti, la seconda su frasi brevi e molto definite, con un uso ampio della figura retorica dell’anafora e della prima persona. Continua a leggere →

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Public Speaking: quando usare il podio (e quando forse è meglio di no)


Nella puntata di oggi ci occupiamo del podio, e dei casi in cui è più o meno opportuno usarlo. In particolare ho sottolineato alcune situazioni che capitano spesso nei contesti di Public Speaking:

  • il continuo andirivieni di relatori che dal posto seduto devono alzarsi, andare verso il podio, e riaccomodarsi;
  • il rischio di assenza di dialogo tra i relatori (ciascuno ha la sua parte di discorso, la svolge al podio, e torna a sedersi);
  • il rischio che il podio sia ingombrante, e finisca per coprire quasi del tutto il relatore, che per questo motivo finisce per essere meno a contatto col pubblico.

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Quando fare (o non fare) battute durante un discorso in pubblico

Nella mia nota vocale di oggi parliamo di quando è il caso di fare battute durante un discorso (e quando invece è il caso di non farle). In particolare, mi soffermo su alcuni punti su cui fare attenzione:

  • quanto è appropriata la battuta al contesto?
  • quanto è necessaria all’economia del discorso?
  • quanto è spontanea la battuta?

Torniamo quindi, ancora una volta, a parlare del concetto di autenticità in comunicazione.

Buon ascolto!

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