Il mio blog: le tecniche per parlare in pubblico

Perché Giorgia Meloni si è messa le mani davanti agli occhi? Il fenomeno dell’attenzione involontaria

Ieri Giorgia Meloni al Forum Ambrosetti di Cernobbio si è messa le mani davanti agli occhi durante l’intervento di Matteo Salvini.

Perché è accaduto? Ne parlo in questo video, analizzando il suo linguaggio non verbale alla luce del fenomeno psicologico dell’orientamento automatico dell’attenzione (o attenzione involontaria).

Il gesto di Giorgia Meloni durante l’intervento di Matteo Salvini

<<Gli 800 sindaci che abbiamo in carica. Cambio programma e parto da voi. Parto da voi, parto da quello che lei ha scritto sul Corriere ieri, da quello di cui avete discusso.>>

Nel primo estratto del video che analizziamo oggi vediamo Matteo Salvini che introduce il suo discorso al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Accanto a lui Giorgia Meloni, che proprio durante l’intervento di Salvini si rivolge verso Luciano Fontana, il moderatore dell’evento, per parlare con lui.
Cosa succede a questo punto alla nostra attenzione? Quello che accade è che la nostra attenzione si sposta automaticamente sull’immagine di Giorgia Meloni che parla con Luciano Fontana.

Questo effetto in psicologia viene definito orientamento automatico dell’attenzione, o attenzione involontaria. Si tratta del fenomeno per cui, al verificarsi di un determinato evento nell’ambiente, la nostra attenzione viene spontaneamente richiamata proprio su quello specifico stimolo.
È la stessa cosa che succede quando, ad esempio, stiamo facendo qualcosa in casa e all’improvviso sbatte una porta. In questo caso la nostra attenzione si sposta immediatamente sulla porta che ha sbattuto.

E, a questo proposito, la memoria non può che tornare a un episodio di qualche anno fa che molti di voi ricorderanno, quello in cui Silvio Berlusconi conta con le dita i punti elencati verbalmente da Matteo Salvini.

<<Ricordiamo la riduzione delle tasse, il lavoro per i giovani, la riforma delle pensioni, la lotta alla povertà.>>

Anche qui otteniamo lo stesso risultato: Salvini parla, qualcun altro fa delle azioni non verbali, e la nostra attenzione viene richiamata proprio da quelle specifiche azioni. Questo episodio, che ho analizzato in modo più approfondito all’interno di un altro video, rappresenta un chiaro esempio di orientamento automatico dell’attenzione.

 

Dal topic all’off topic: la ricaduta sui media

Qual è allora l’effetto misurabile di questo tipo di comportamento? Basta osservare i titoli apparsi sui giornali nei giorni scorsi per accorgerci che i media si sono concentrati proprio sul gesto di Giorgia Meloni, mettendo in secondo piano il contenuto dell’intervento di Matteo Salvini. Questo, ad esempio, un titolo del Corriere della Sera: “Cernobbio, Meloni e le mani sugli occhi mentre Salvini parla delle sanzioni”.

L’attenzione involontaria ci sposta quindi dal topic (l’argomento di discussione) all’off topic, cioè ci porta fuori tema. Di conseguenza, se l’intenzione del comunicatore è quella di spostare l’attenzione del pubblico su qualcos’altro, è esattamente quello che ottiene in questo modo, riuscendo inoltre a dire senza dire.
Attraverso il linguaggio non verbale, cioè, comunica anche aspetti verbali, benché interpretabili in maniera diversa.

 

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Dott. Patrick Facciolo

Mi occupo di Public Speaking perché per me è importante che le persone si sentano ascoltate. Realizzo corsi individuali, aziendali e di gruppo, in presenza in tutta Italia e online attraverso Zoom. Diplomato al liceo classico, laureato in Scienze e tecniche psicologiche, in Filosofia e in Scienze politiche, master universitario di primo livello in Counseling relazionale nei contesti scolastici, educativi e socio-sanitari, sono iscritto all’Ordine degli Psicologi della Lombardia in qualità di Dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro. Da oltre quindici anni sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Non amo la definizione di esperto di comunicazione e di esperto di Public Speaking, perché è una conquista da dimostrare sul campo, con le proprie competenze e i propri titoli. Apprezzo che mi venga detto, non lo sentirete dire da me. In questi anni ho pubblicato 9 libri, i più importanti dei quali sono “Crea immagini con le parole” (2013), “Parlare in pubblico con la mindfulness” (2019), e "Contro le metafore" (2022), disponibili su Amazon.
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