La tecnica retorica di Giorgia Meloni a Caivano: la narrazione extradiegetica
In questo video vi spiego la tecnica retorica che ha utilizzato la premier Giorgia Meloni poche ore fa a Caivano.
[…] Per parlare alle periferie, dove la gente pensa che, comunque vada, lo stato non sarà capace di risolvere il problema; che, comunque vada, lo stato viene solo a fare le passerelle e poi sparisce.
Ancora una volta siamo di fronte a una tecnica di narrazione extradiegetica. In questo momento, Giorgia Meloni tecnicamente rappresenta lo stato e va a Caivano in rappresentanza dello stato. Eppure, che cosa fa col suo discorso? Parla dello stato in terza persona. In sostanza si disidentifica, un po’ come se fosse una narratrice onnisciente che commenta ciò che lo Stato fa.
Noi siamo qui per un test, quindi non siamo qui per una passerella (Giuseppe Conte, 2020)
Leggendo invece questa dichiarazione dell’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte del 2020 la differenza è evidente: cosa fa Giuseppe Conte? Pur parlando anche lui di “passerelle”, utilizza la negazione, quindi sostanzialmente smentisce affermando.
E qual è l’effetto? L’effetto è che, utilizzando la prima persona plurale, la sua narrazione risulta intradiegetica. Ovvero Conte è parte in causa del racconto stesso. Giorgia Meloni, al contrario, che cosa fa? Evita la negazione ed esternalizza la sua comunicazione, cioè narra da fuori, extra-diegeticamente, per l’appunto.
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