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Come parlare in pubblico: le basi del Public Speaking

Come parlare in pubblico: le basi del Public Speaking

Esistono delle “basi” del Public Speaking, degli elementi fondamentali dell’arte di parlare in pubblico? Sì, se consideriamo che parlare in pubblico è una delle tante esperienze della nostra vita, e che come tale possiamo considerarla.

Di conseguenza, le “basi” del Public Speaking sono più in generale le “basi” della comunicazione tra noi e le altre persone. Le altre, spesso, sono “etichette” (Public Speaking, Public Speaker, Speech, Audience, ecc.), che non ci permettono di guardare in profondità a questa esperienza.

Ne ho parlato il 5 maggio scorso con Leo Cascio, professionista che si occupa di personal branding, che mi ha ospitato sulle sue piattaforme per una chiacchierata sui temi della comunicazione.

© Patrick Facciolo – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.

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La psicologia di LOL. Perché è così difficile non ridere

La psicologia di LOL. Perché è così difficile non ridere

Su Prime Video da pochi giorni è disponibile “LOL – Chi ride è fuori“, il nuovo programma condotto da Fedez e Mara Maionchi in cui 10 comici si sfidano a non ridere gli uni delle battute degli altri.

In questo video provo a dare in pochi minuti alcune letture psicologiche del gioco, partendo dal definire il concetto di “emozione“, spiegando perché le risate, di per sé, non sono facilmente controllabili, per spostarmi poi sul tema delle microespressioni facciali, a lungo approfondite da Paul Ekman, per poi concludere con alcune considerazioni sulla gestione delle emozioni e un esempio celebre fatto dal medico e psicoterapeuta Russ Harris, che secondo me è applicabile anche ai temi trattati da LOL.

Indice del video:

0:40 Che cos’è un’emozione

1:07 Come nasce una risata: sistema limbico e corteccia cerebrale

2:40 Il controllo delle microespressioni facciali

6:20 Perché non possiamo “controllare” le emozioni

9:57 Cosa ci insegna LOL nella vita di tutti i giorni

© Patrick Facciolo – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.

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Come comunicano i politici. Uso della voce, metafore, negazioni e linguaggio del corpo

Come comunicano i politici. Uso della voce, metafore, negazioni e linguaggio del corpo

Questa mattina sono stato intervistato su Instagram da Jacopo Scipione del Centro Studi Internazionali (CSI) per parlare di comunicazione politica.

Abbiamo discusso del ruolo dei social network nella politica contemporanea, della campagna elettorale americana tra Joe Biden e di Donald Trump, così come della comunicazione politica italiana, da Mario Draghi a Giuseppe Conte (chi comunica meglio tra i due?), passando per Matteo Renzi, Romano Prodi e Silvio Berlusconi.

Metafore, linguaggio del corpo, negazioni uso della voce, registri linguistici sono solo alcuni dei temi di cui ho parlato all’interno di questa lunga intervista. 

Indice della puntata:

0:00 Chi è Patrick Facciolo

0:39 Che ruolo hanno i social nella comunicazione politica

2:57 Quanto è importante citare il pubblico

5:47 Chi comunica meglio tra Joe Biden e Donald Trump

11:47 Quanto conta il silenzio stampa per un politico

15:40 Il linguaggio di Giuseppe Conte, l’uso delle negazioni e la retorica di Cicerone

23:46Continua a leggere →

Che cos’è il Public Speaking? Tre domande a Patrick Facciolo

Che cos’è il Public Speaking? Tre domande a Patrick Facciolo

Alcuni giorni fa sono stato contattato per una breve intervista dalla Graphic Designer Francesca Gimelli, ideatrice del podcast “Diventando Freelance”: ci teneva a pormi 3 semplici domande.

E proprio perché semplici, meritavano a maggior ragione una risposta: chi sono e di cosa mi occupo, che cosa può significare “Public Speaking” per i liberi professionisti, e che suggerimenti mi sento di dare oggi, nel 2021, ai freelance italiani.

Tre semplici domande che mi hanno permesso di spiegare che cos’è l’arte di parlare in pubblico, di ricordare ancora una volta quanto la definizione di “Public Speaking” sia solo un’etichetta che applichiamo a un’esperienza del tutto umana e simile ad altre, e di sottolineare ancora una volta la distinzione che c’è tra comunicazione efficace e persuasione.

In ultimo, ho invitato i professionisti che comunicano sul web ad ascoltare e rispettare di più i loro tempi, e a non limitarsi a comunicare in un certo modo soltanto “perché si fa così”, soltanto “perché gli altri fanno così”.

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Mario Draghi critica l’uso delle parole inglesi: perché non sono d’accordo

Mario Draghi critica l’uso delle parole inglesi: perché non sono d’accordo

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ieri ha svolto una conferenza stampa a Fiumicino sui temi della campagna vaccinale e delle iniziative che sta prendendo il governo per l’economia italiana.

In un passaggio della conferenza, dopo aver citato le parole “smartworking” e “babysitting“, Draghi ha criticato l’utilizzo di queste stesse parole, alzando gli occhi dal foglio e dicendo: “Chissà perché dobbiamo sempre usare tutte queste parole inglesi”.

Premesso che in molti miei video sulla comunicazione ho rimarcato molte volte l’importanza di “glossare” (tradurre) i termini inglesi in italiano, in questo caso da ascoltatore sono rimasto un po’ confuso dalla scelta di Draghi: se infatti un relatore usa una parola, e subito dopo si chiede perché usiamo così spesso parole del genere, come ascoltatore mi chiedo proprio perché lui stesso le utilizzi.

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