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Public Speaking per guide turistiche: come parlare in pubblico durante tour e mostre culturali

Public Speaking per guide turistiche: come parlare in pubblico durante tour e mostre culturali

Fare la guida turistica e museale significa dover parlare spesso in pubblico. Significa guidare le persone alla scoperta di opere d’arte, chiese, musei, città storiche, e riuscire allo stesso tempo a rendere comprensibili concetti, storie e racconti complessi.

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Il problema della comunicazione di Conte e Grillo: le negazioni

Il problema della comunicazione di Conte e Grillo: le negazioni

La comunicazione di Giuseppe Conte e Beppe Grillo ha un problema: le negazioni. Ve ne avevo già parlato, a proposito di Giuseppe Conte, ai tempi di:

– “Questo governo NON lavora col favore delle tenebre” (10 novembre 2020).

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Come usare la webcam nei webinar: l’effetto dominanza/sottomissione

Come usare la webcam nei webinar: l’effetto dominanza/sottomissione

Quando partecipiamo a un webinar o a una riunione online spesso non ci rendiamo conto di com’è posizionata e orientata la nostra webcam: dal basso verso l’alto se usiamo un laptop, dall’alto verso il basso se la collochiamo sopra un monitor che è rialzato rispetto al nostro spazio di lavoro.

In tutto questo: il nostro ascoltatore, il nostro pubblico, come si sentirà guardato? In questo video, dedicato ai temi del Public Speaking a distanza, introduco i concetti di “dominanza” (la mia figura è inquadrata dall’alto verso il basso, pertanto “incombo” nell’inquadratura, “domino” l’inquadratura) e di “sottomissione” (la mia figura è inquadrata dal basso verso l’alto, e quindi è il pubblico a guardarmi dall’alto in basso).

Tra questi due estremi, esiste una terza via? Ne parlo in questo video, tornando a occuparmi di piani di inquadratura, linguaggio non verbale, webinar e riunioni online.

© Patrick Facciolo – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.

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Quando parliamo in pubblico il target non esiste: ecco perché.

Quando parliamo in pubblico il target non esiste: ecco perché.

La parola “target”, che significa “bersaglio”, è molto usata in comunicazione, e di conseguenza anche quando ci occupiamo di Public Speaking, di arte di parlare in pubblico.

“Target” è l’alibi che spesso ci diamo per giustificare la nostra comunicazione contorta, incomprensibile, metaforica, piena di rimandi e di figure retoriche.

“Perché tanto il mio target mi capisce”. Ma questo lo decidiamo noi per gli altri.

Il target è la scusa che ci diamo per non semplificare i messaggi, per parlare con alcuni ed escludere altri, per dirci che l’altro è catalogabile sulla base di cultura, censo, caratteristiche e comportamenti.

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Superare la zona di comfort: sfatiamo il mito

Superare la zona di comfort: sfatiamo il mito

La frase “Supera la tua zona di comfort” è ormai diventata un mantra, una massima che secondo alcuni andrebbe rispettata sempre e comunque, per raggiungere standard prestazionali migliori.

Ma siamo proprio sicuri che sia sempre e comunque l’unica via per un benessere maggiore, in comunicazione e nei contesti di Publlic Speaking?

In questa puntata racconto che superare le nostre zone di comfort a prescindere può significare aderire a una visione “capitalistica” del comfort stesso. Una visione per cui, non appena abbiamo raggiunto una situazione confortevole, c’è subito qualcun altro che ci invita a trascenderla, per conseguirne una migliore.

Ancora una volta, la parola chiave per ciascuno di noi è “consapevolezza”. Consapevolezza di “come mi sento”, e di cosa intenda fare per davvero. Non solo perché l’ho letto su un manuale, o perché me l’ha detto un video motivazionale trovato per caso su internet.

© Patrick Facciolo – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.

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