Archivi tag: Semiotica

Le parole da evitare quando parliamo in pubblico

Concentriamo la nostra attenzione su alcuni errori che sarebbe meglio evitare quando facciamo Public Speaking. Partiamo dal presupposto che la parola, e il linguaggio che ne scaturisce, sono codici che gli individui apprendono per comunicare tra loro.

In linea generale, ognuno di noi ha appreso un codice e lo ha poi sviluppato grazie allo studio, alle esperienze, al lavoro: è un processo che non si arresta mai. Peraltro la tecnologia e i nuovi gerghi giovanili arricchiscono il linguaggio con una rapidità che non si era riscontrata negli anni passati. Ci sono, tuttavia, alcune espressioni e/o locuzioni che sarebbe meglio evitare o perché prive di significato o ridondanti. Continua a leggere →

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Omar Calabrese, la semiotica e le parole che ancora ci confondono

In questi giorni abbiamo dovuto dire addio a Omar Calabrese, uno dei più importanti studiosi di semiotica in Italia e nel mondo. Allievo e poi assistente di Umberto Eco al DAMS,  docente all’Università di Siena, padre fondatore dell’Ulivo, nonché accademico e docente in università internazionali, Calabrese si era occupato di ricerca sul linguaggio dell’arte e della comunicazione televisiva.

Autore di saggi profondi su quella che ha definito età neobarocca, sul linguaggio dell’arte e della pittura, la sua scomparsa lascia un vuoto nello studio della semiotica e dei mass media. Continua a leggere →

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Cosa sono i “registri linguistici”? Qual è il migliore per comunicare in pubblico o sui media?

Uno degli errori che capita di fare quando ci troviamo a preparare un discorso che dovremo tenere in pubblico è quello di non prestare la dovuta attenzione al target al quale ci rivolgeremo, e dunque di sottovalutare l’importanza di adeguare il registro linguistico che adotteremo al destinatario del nostro messaggio. Il successo della comunicazione dipende infatti in grandissima parte dalla capacità dell’emittente di codificare il messaggio in maniera chiara e comprensibile al ricevente; questo significa anche adeguare il registro linguistico utilizzato al tipo di uditorio ed eventualmente anche al medium di trasmissione. Continua a leggere →

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Come scegliere le parole giuste da dire al microfono? Riscopriamo un libro fondamentale

Oggi torniamo ad occuparci di libri, e in modo particolare di un testo ormai divenuto un vero e proprio classico, e che può risultare molto utile a tutti coloro che necessitano di qualche consiglio per migliorare la propria efficacia comunicativa, specie se ci si accinge per la prima volta al mondo della conduzione radiofonica e del Public Speaking: stiamo parlando di Guida all’uso delle parole. Parlare e scrivere semplice e preciso per capire e farsi capire di Tullio De Mauro. Continua a leggere →

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Cosa vuol dire “Il medium è il messaggio”? L’attualità di Marshall McLuhan oggi

Marshall McLuhan

Nel campo della comunicazione sono pochi i pensatori che hanno esercitato e che esercitano tutt’ora un’influenza pari a quella di Marshall McLuhan (1911-1980). Il sociologo canadese – del quale ricorre quest’anno il centenario dalla nascita – ha infatti studiato per tutta la vita le dinamiche della comunicazione e le loro influenze sulla società e sui singoli individui, anticipando spesso tendenze e sviluppi che si sarebbero poi effettivamente verificati.

Da ingegnere mancato a precursore del world wide web

Iscrittosi inizialmente alla facoltà di ingegneria della Manitoba University, nel suo Paese natale, McLuhan passò ben presto allo studio della lingua e della letteratura inglese, conseguendo dapprima la laurea e trasferendosi successivamente in Gran Bretagna per conseguire il dottorato presso l’Università di Cambridge. Dopo gli studi, McLuhan intraprese la carriera accademica, insegnando in diverse università fra Stati Uniti e Canada ed elaborando alcune teorie che ancora oggi sono alla base degli insegnamenti nel campo della comunicazione, come l’elaborazione della nozione di “villaggio globale”, che sottolinea come, grazie ai nuovi media, il mondo sia destinato a divenire più piccolo e le distanze fisiche e culturali a ridursi notevolmente. Se pensiamo a quando internet abbia negli ultimi anni avvicinato fra di loro popoli e culture, non è sbagliato sostenere che McLuhan abbia in qualche modo profetizzato le conseguenze della nascita del web.

Il medium è il messaggio”

Ne Gli strumenti del comunicare, una delle più importanti opere di McLuhan, il sociologo canadese sostiene la necessità di studiare i media non soltanto per quanto riguarda i contenuti che trasmettono, ma anche e soprattutto dal punto di vista delle modalità con le quali lo fanno. La famosa locuzione “il medium è il messaggio”, infatti, sintetizza perfettamente questa teoria. I mass media, secondo McLuhan, non sono neutrali: la loro stessa struttura produce infatti un’influenza sui destinatari del messaggio, che va al di là del contenuto specifico che veicolano. La televisione, ad esempio, è classificata da McLuhan come un medium che ha la funzione di rassicurare: è un mezzo, infatti, che secondo il sociologo si caratterizza strutturalmente per confortare il telespettatore.

Al cinema con Woody Allen

Marshall McLuhan si concesse nel 1978 un cameo autoironico nel più celebre film di Woody Allen, Io e Annie, pellicola grazie alla quale il regista newyorkese conquistò quattro premi Oscar. La scena si svolge all’entrata di un cinema: i protagonisti del film sono in coda davanti al botteghino, e un accademico dietro ad Alvy Singer (Woody Allen), cita McLuhan per far colpo sulla ragazza che lo accompagna. A questo punto Alvy, spazientito, rivela la presenza dello stesso McLuhan, e lo invita a commentare quanto sostenuto dallo sconosciuto. Il sociologo afferma quindi rivolto al malcapitato: «Lei non sa niente del mio lavoro. Lei sostiene che ogni mia topica è utopica. Come è arrivato a tenere un corso alla Columbia è una cosa che desta meraviglia».

Una biografia non convenzionale

Episodi come la presenza in Io e Annie, insieme ad altri aneddoti, sono raccolti in Marshall McLuhan, una biografia atipica firmata da Douglas Coupland – l’ideatore del termine “Generazione X”, con il quale si identificano comunemente gli individui nati fra il 1965 e il 1980 circa – e recentemente pubblicata in Italia da Isbn. Lungi dall’essere solo una ricapitolazione della vita e degli scritti del sociologo, il testo di Coupland si caratterizza per la ricca presenza di ricordi personali del biografo, riuscendo a tracciare così un profilo di McLuhan che va al di là dell’aspetto meramente accademico.

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