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Parlare in pubblico via webcam: intervista a Patrick Facciolo

In questa intervista che ho rilasciato alla giornalista Veronica Ruggero per il magazine online Moondo, riepilogo e sintetizzo i miei contenuti degli ultimi anni sui temi del public speaking a distanza, che avete già avuto modo di ascoltare in altri video e leggere sul mio blog nel corso del tempo.

Abituarsi all’ignoto della telecamera, allo stress e all’imbarazzo della webcam, realizzare slide efficaci (con caratteri grandi e ben leggibili), utilizzare greenscreen e virtual set per proiettare sfondi virtuali alle nostre spalle, utilizzare microfono e stanze virtuali: sono solo alcuni dei temi che ho affrontato in quest’intervista, con un particolare approfondimento sui temi della Didattica A Distanza (DAD) per studenti e insegnanti nelle scuole.

Ho parlato anche dell’importanza di trovare spazi in casa in cui dedicarci possibilmente soltanto alle attività di smartworking, per indicare al nostro cervello che sì, quello spazio è dedicato proprio a quell’attività, in modo da favorire di più la concentrazione.

Alla stessa maniera mi sono occupato dell’importanza di intervenire al momento giusto all’interno dei meeting online e delle web conference. Per ultimo, ho parlato di quanto sia importante imparare ad ascoltarsi, altro elemento significativo nell’esperienza di Public Speaking a distanza.

© Patrick Facciolo – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.

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Sguardi e mascherine: quella persona mi starà sorridendo?

Le persone che indossano la mascherina talvolta ci sembrano più serie e severe del solito. E c’è un perché.

Diversi studi psicologici hanno catalogato nel corso dei decenni vari tipi di sorrisi: non mi interessa qui ragionare sul loro significato (tema molto controverso), ma su quelli che non prevedono un coinvolgimento diretto degli occhi.

Tra questi, individuati da Paul Ekman:

1. SORRISO DI COORDINAZIONE: sorriso lieve, solitamente asimmetrico, che non coinvolge i muscoli orbicolari degli occhi;

2. SORRISO DI RISPOSTA DELL’ASCOLTATORE: si tratta di un particolare sorriso di coordinazione, che ci fa capire che l’altro ha capito quello che gli stiamo dicendo.

Questi sorrisi hanno una funzione sociale importante. Quando guardiamo qualcuno che indossa la mascherina, non riusciamo a decifrare queste diverse modalità di sorriderci, poiché non coinvolgono a sufficienza i muscoli orbicolari degli occhi.

È importante quindi uno sforzo di consapevolezza per capire che non è per forza l’altra persona a essere seria o severa nei nostri confronti, ma siamo noi che non riusciamo a decodificare il tipo di messaggio che ci sta mandando.

Semplicemente perché ha la bocca e il naso coperti.

Nel parlo in questo video, aggiungendo alcune riflessioni sulla distinzione tra osservazione e interpretazione dei messaggi dei nostri interlocutori, e sull’importanza della mindfulness (consapevolezza) per riconoscere meglio i nostri pensieri e le nostre emozioni.

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Conte a Otto e mezzo: analisi della comunicazione

Poche ore fa il premier Giuseppe Conte è stato ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

In questo video analizzo le scelte lessicali del Presidente del Consiglio, dalle metafore, all’uso delle negazioni, alla capacità di gestire le obiezioni e le considerazioni che gli sono state poste dalla conduttrice e da Alessandro Sallusti, direttore de “Il Giornale”, ospite in collegamento durante la trasmissione.

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Come fare didattica a distanza nel secondo lockdown: guida per insegnanti e studenti

Si scrive “Didattica a distanza“, si legge “facciamo scuola da casa”.

Fare lezione davanti a un monitor, attraverso la webcam e il microfono, non è esattamente come stare in una classe: cambiano le modalità per interagire e la soglia di attenzione di chi ci ascolta. Ma soprattutto cambia il contatto umano, il modo in cui ci si relaziona gli uni con gli altri.

Ne ho parlato ieri sera su Instagram rispondendo alle domande della psicologa e psicoterapeuta Sara Zamperlin, in una diretta di cui vi ripropongo qui degli ampi estratti.

Si tratta di un video di 47 minuti, che spero possa rappresentare una guida utile per insegnanti e studenti alla ricerca di spunti pratici per migliorare la propria comunicazione sul web.

Così come spero possa essere utile anche per chi per lavoro deve fare Public Speaking in riunioni online e webinar.

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Stati Uniti: Trump dichiara che ha vinto. Come cambia la comunicazione politica

Trump ha detto che ha vinto le elezioni. Ma non ci sono evidenze che le abbia vinte.

E quindi: come dovrebbero comportarsi i giornalisti? Dovrebbero dare spazio a questa dichiarazione, negandola, o non darle spazio, perché al momento è infondata?

Allo stesso tempo: che effetto produce sul pubblico l’immagine mentale della vittoria di Trump, nonostante i fatti descrivano una realtà diversa?

Oggi giornalismo e psicologia si trovano a confronto. In una vicenda che sta cambiando le regole della comunicazione per come le abbiamo conosciute fin qui.

Ne parlo nel video che ho appena pubblicato su YouTube.

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