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Tag ‘Psicologia‘
Parlare in pubblico: come relazionarci con le nostre performance

Parlare in pubblico: come relazionarci con le nostre performance

Quando siamo su quel palco, sembra che dipenda tutto da noi.

Proviamo paura di parlare in pubblico, ci sentiamo agitati, magari ci trema un po’ la voce, e alla fine della nostra conferenza sentiamo di aver detto il 50% di quello che volevamo dire.

Come ci relazioniamo con tutto questo? Quanto spesso finiamo col dirci: “non sono capace di parlare in pubblico”?

In una cultura dominata da performance eccellenti a tutti i costi, durante la mia ultima intervista rilasciata a Radio Cantù ho cercato di rimettere in ordine un po’ di concetti importanti.

Con lo scopo di raccontarvi che quando facciamo Public Speaking possiamo imparare a perdonarci un po’ di più.

E a dirci che, comunque, “va bene così“.

© Parlarealmicrofono.it – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.

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Libri: è uscito “Enciclopedia del Public Speaking”, la prima raccolta di Patrick Facciolo

Libri: è uscito “Enciclopedia del Public Speaking”, la prima raccolta di Patrick Facciolo

Quali parole scegliere quando dobbiamo parlare in pubblico? Come favorire l’attenzione di chi ci ascolta? Come esprimere i nostri contenuti in maniera efficace? Come relazionarci meglio con lo stress che proviamo sul palco? Sono solo alcune delle domande a cui ho provato a rispondere in questi anni.

Dal 2013 a oggi ho scritto 5 libri, prodotto più di 450 pagine su questi temi, e adesso ho deciso di metterle tutte insieme in un unico libro. È un piacere per me presentarvi “Enciclopedia del Public Speaking – 5 libri in 1 sull’arte di parlare in pubblico”.

Quest’opera è la raccolta dei miei primi 5 libri, che sono “Crea immagini con le parole” (2013), “Il pubblico non è una mucca da contenuti” (2014), “Appunti di dizione” (2016), “Parlare al microfono” (2017) e “Parlare in pubblico con la mindfulness” (2019).

 

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Come parlare in pubblico: il potere delle negazioni

Come parlare in pubblico: il potere delle negazioni

“Non aumenteremo le tasse”, “Non aumenteremo i prezzi”, “Non vogliamo le elezioni”: quante volte leggiamo sui giornali o ascoltiamo in televisione frasi di questo genere?

Che si tratti di comunicazione politica, di Public Speaking, di marketing, o di semplici conversazioni di lavoro, l’uso delle negazioni in alcuni casi potrebbe non aiutarci.

Evocare un’immagine, negandola, potrebbe infatti mettere il nostro ascoltatore nelle condizioni di evocare esattamente lo scenario che volevamo tenere a distanza.

Diceva il giornalista Mario Missiroli che “una smentita è una notizia data due volte”, e mai come in casi simili una frase del genere assume significato e importanza.

Ne parlo nel mio video di oggi, tratto dal mio ultimo intervento a SMAU Milano.

© Patrick Facciolo – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.

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Come fare un discorso in pubblico di un minuto: 4 consigli utili

Come fare un discorso in pubblico di un minuto: 4 consigli utili

Nei contesti di Public Speaking, capita di trovarci in riunioni o in conferenze in cui ci viene richiesto di parlare in pubblico soltanto per un minuto. Dobbiamo alzarci in piedi, e a quel punto abbiamo 60 secondi di tempo per iniziare un discorso, esporre un contenuto e concludere il nostro intervento, possibilmente in maniera efficace.

Consiglio numero 1: in un minuto si possono dire un sacco di cose

Invece di concentrarmi sul linguaggio non verbale (come si fa di solito in questi casi), vorrei cominciare occupandomi dell’importanza e del valore del tempo: a dispetto di quello che pensiamo, un minuto non è poi così poco.

Non è necessario essere per forza dei grandi oratori per riuscire a comunicare efficacemente in così poco tempo: abbiamo a disposizione 60 interi secondi per aprire il nostro intervento, condividere un contenuto, e concludere. Possiamo permetterci di parlare lentamente, usando le pause in modo appropriato, e facendo così in modo che il nostro pubblico capisca quello che stiamo dicendo in maniera chiara.

Indipendentemente dal fatto che possiamo aver deciso di scrivere un discorso o di andare a braccio, più riusciremo a mantenere naturale il ritmo della presentazione, più il nostro pubblico riuscirà a ricevere le informazioni che vogliamo veicolare nei tempi giusti.

Consiglio numero 2: attenzione ai sottintesi, alle ellissi e a glossare bene i concetti di fronte al pubblico

Uno dei rischi, quando dobbiamo preparare un discorso e abbiamo soltanto un minuto a disposizione, potrebbe essere quello di saltare...

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Comunicazione efficace: le parole ad alto valore d’immagine

Comunicazione efficace: le parole ad alto valore d’immagine

Che differenza c’è tra parole come “casa”, “mare”, “sole”, e altre come “riscontro”, “efficienza”, “qualità”? Che le prime si riferiscono a cose concrete, le seconde a concetti astratti.

Nel nostro vocabolario ci sono parole astratte, che spesso usiamo negli uffici, all’interno delle aziende, nei testi delle email, e che finiscono per farsi ricordare poco.

Poi ci sono le parole più colloquiali, della vita di tutti i giorni, che molte volte sono più concrete, e si riferiscono a persone e oggetti reali. E sono proprio quelle ad andare nella direzione di una comunicazione più efficace.

In questo video, tratto dal mio workshop “Public Speaking: crea immagini con le parole e coinvolgi il tuo pubblico”, tenuto ieri a Milano presso Forma Forum, vi racconto la distinzione tra parole “a basso valore d’immagine” e “ad alto valore d’immagine”, tema studiato dalla psicologia già dagli anni ‘60.

Si tratta di una questione di cui mi sono occupato nel mio primo libro del 2013, “Crea immagini con le parole”, in cui ho realizzato un approfondimento interamente dedicato al tema delle parole, e alla loro capacità di creare immagini nell’ascoltatore nel contesto dei media e del Public Speaking.

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