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Cos’è la comunicazione? Perché comunichiamo?

Cos’è la comunicazione? Perché comunichiamo?

Quali sono gli elementi fondamentali della comunicazione? Il primo è l’emittente, ovvero la persona che emette il messaggio. Vi è poi il ricevente, colui che riceve il messaggio. Quest’ultimo, invece, rappresenta il corpo della comunicazione.

Il referente è lo scopo, l’argomento della comunicazione. Ogni comunicazione ha poi un codice che racchiude l’insieme delle regole utilizzate per comunicare, mentre il canale è lo strumento della comunicazione stessa.

Possiamo definire la comunicazione come una catena dove il primo anello, elemento chiave di emissione del messaggio, è l’emittente , il quale, attraverso un canale di emissione, invia il corpo della conversazione, il messaggio, che a sua volta contiene un referente, o un argomento, ed è strutturato secondo un codice. Infine, attraverso un canale di ricezione, il ricevente recepisce il messaggio inviato dall’emittente.

Perché comunichiamo?

La risposta a questo interrogativo si può articolare in 8 funzioni di base, attorno alle quali si sviluppa l’attività di relazione umana. La prima che elenchiamo è la Funzione strumentale, che corrisponde al compiere o realizzare qualche cosa. In una società come quella attuale così altamente specializzata, questa funzione è imprescindibile. La  funzione strumentale ci consente di chiacchierare, di lavorare, di avere relazioni.

Vi è poi la funzione di controllo, che consente di ottenere che qualcuno si comporti in un modo determinato e/o di verificare che questo comportamento sia stato tenuto. Argomentare la propria  opinione contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo comportamentale; il feedback (la risposta) è la verifica.

Un commerciante che vuole vendere i suoi prodotti utilizzerà questa funzione per ottenere una sorta di “controllo” su altre persone. Nella comunicazione talvolta occorre inoltre scoprire e/o spiegare qualche cosa e questa è la funzione informativa. Per uscire da una situazione di incertezza o di dubbio (chiedere l’orario di partenza di un treno, chiedere le caratteristiche di un prodotto, di un corso, etc.) è molto più semplice chiedere a un altro cosa ne pensa. Questa funzione può avere come obiettivo, anche se indiretto, quello di alleviare l’ansia, dal momento che ci sentiamo rassicurati se l’altro la pensa come noi.

La funzione espressiva, invece, serve per esprimere i propri sentimenti e/o imporsi in un modo particolare. Questa funzione riunisce tutti gli sforzi che il comunicatore fa per informare l’interlocutore in merito alle proprie idee, in merito alle soluzione che darebbe e così via. In questo contesto possiamo far rientrare le situazioni più disparate: una lezione, un colloquio commerciale, un comizio elettorale. Comunicare ha anche una funzione di contratto sociale: stare in compagnia, instaurare e mantenere rapporti interpersonali. In questo contesto il linguaggio del corpo gioca un ruolo fondamentale.

Si comunica anche per risolvere un problema, per attuenuare una preoccupazione e quindi possiamo parlare di funzione di alleviamento dell’ansia. L’individuo che si trova in un momento di sconforto cerca un contatto con altri, si rivolge a chi ha più informazioni in un determinato campo. In un contesto nel quale il comunicatore stenta ad ottenere dall’interlocutore il necessario feed-back, viene messo in atto la funzione di stimolazione, ovvero una provocazione positiva alle reazioni altrui. Se guardiamo più in generale, il fatto stesso di stare con altre persone è già di per sé stimolante.

Vi è poi la funzione legata al ruolo e implica un comportamento, appunto, legato al ruolo ricoperto. Questa funziona condiziona i rapporti con gli altri: salutiamo con referenza una persona perché è un uomo politico importante, perché è un grande esperto.

Tutte queste forme di comunicazione sono ovviamente legate ad un contesto di rapporti interpersonali dove le parole e il dialogo sono gli elementi predominanti, ma non è da escludere che anche la comunicazione non verbale possa assumere alcune di queste funzioni.

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