Il linguaggio del corpo di Claudia Mancinelli, allenatrice di Sofia Raffaeli alle Olimpiadi
Tutti parlano di questa scena: lei è Claudia Mancinelli, la coach dell’atleta Sofia Raffaeli alle Olimpiadi di Parigi 2024.
Analizziamo il suo linguaggio del corpo. Mancinelli fa un reclamo alla giuria, digita sul tablet e riesce a ottenere ragione solo attraverso comportamenti non verbali, senza parlare.
Altro passaggio chiave: il mento sollevato, compatibile con la Action Unit 53 nelle microespressioni facciali di Paul Ekman. E anche qui siamo di fronte a una postura non verbale di dominanza. Poi ci sono i passi ampi che dimostrano comfort del corpo a occupare porzioni di spazio non suo. Il tutto con un buon grounding, ovvero una buona aderenza e appoggio dei piedi a terra durante il passo.
Tutte queste caratteristiche, unite alla capacità di manifestare empatia che vediamo nell’abbraccio finale con Sofia Raffaeli. rappresentano elementi di dominanza non verbale del contesto.
Perché colpiscono? Perché il comportamento di Claudio Mancinelli esprime consapevolezza del proprio ruolo, un obiettivo che molte persone si danno e che funziona in questo caso come esempio in cui riconoscersi.
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