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Che cos’è la mediazione civile? Come si diventa mediatori?

Che cos’è la mediazione civile? Come si diventa mediatori?

Cari amici di Parlarealmicrofono.it,

oggi ci occupiamo di una figura professionale che si sta affermando in Italia, e al cui ruolo molti guardano come a una possibile nuova frontiera lavorativa. Stiamo parlando del mediatore civile, una professione che ha conosciuto un notevole sviluppo nel nostro Paese a partire dalla primavera del 2010, quando cioè è stato introdotto nel nostro ordinamento l’istituto della mediazione civile.

La mediazione civile

Con il decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28, è stato introdotto in Italia l’istituto della mediazione civile e commerciale, dando attuazione a una direttiva dell’Unione Europea emanata nel 2008. La ratio che ha portato all’introduzione dell’istituto è quella di favorire la risoluzione delle liti in via extragiudiziale, in modo da alleggerire il numero di procedimenti civili e di ridurre il ricorso alle vie legali per alcune materie e per alcuni contenziosi che possono essere risolti senza dover andare in tribunale.

La mediazione può essere obbligatoria o facoltativa. Sotto la prima categoria ricadono alcune fattispecie esplicitamente indicate dal legislatore, come ad esempio le controversie in materia di diritti reali, di divisioni, di locazioni, di diffamazione o ancora in materia di condominio. In questo caso, la mediazione è condizione di procedibilità: ciò significa che è necessaria per avviare il processo.

Quando invece la mediazione è facoltativa, sono le parti a decidere spontaneamente di risolvere la loro lite in maniera extragiudiziale. Un ultimo tipo di mediazione è quella demandata dal giudice, che può suggerire alle parti un tentativo di mediazione per evitare di andare a sentenza.

Chi è il mediatore?

L’introduzione dell’istituto della mediazione civile e commerciale ha portato la figura del mediatore ad assumere una notevole importanza. Secondo il dettato del decreto legislativo, il mediatore è “la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono  la  mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo”.

Il procedimento di mediazione

Il procedimento di mediazione non può durare più di quattro mesi, trascorsi i quali può iniziare il processo. Dopo aver presentato la domanda presso l’organismo di mediazione – un ente pubblico o privato iscritto al registro degli organismi di mediazione presso il Ministero della Giustizia – entro quindici giorni viene designato un mediatore e fissato un incontro tra le parti.

Il mediatore, a questo punto, cercherà di trovare un accordo amichevole tra le parti: se vi riesce, è suo compito redigere e far sottoscrivere alle parti il processo verbale. In caso contrario, nel processo verbale può formulare una proposta di conciliazione. Qualora la proposta venga rigettata dalle parti, il processo può avere inizio o proseguire qualora la mediazione sia stata demandata dal giudice.

Requisiti per l’accesso alla professione

Per diventare mediatore è necessario essere in possesso almeno di una laurea triennale, o, in alternativa, si deve essere iscritti a un ordine o collegio professionale. In presenza di questi requisiti, è possibile affrontare un periodo di formazione di durata non inferiore a 50 ore, che deve comprendere corsi teorici, pratici, simulazioni e una prova finale di durata non inferiore a 4 ore.

Gli enti autorizzati a erogare i corsi di formazione sono iscritti a un elenco presso il Ministero della Giustizia, che cura l’accreditamento degli enti stessi ed esercita il controllo su quelli già accreditati.

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