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Come affrontare l’imbarazzo della webcam: 3 spunti di consapevolezza

“Affrontare l’imbarazzo”, senza scacciarlo

Come affrontare l’imbarazzo della webcam: se un po’ mi conoscete sapete che in questi casi non amo il verbo “scacciare”, “risolvere” o “allontanare”. Questo perché se l’imbarazzo c’è, è qualcosa che evidentemente aveva ragione di emergere in un dato momento, e non sempre dobbiamo spazzare via tutto così di fretta, ammesso che poi si possa davvero farlo poi con tutta questa semplicità.

Cominciamo col raccontare che non è la webcam a crearci imbarazzo, ma che siamo noi a provare imbarazzo rispetto alla webcam: questa è una sfumatura da sottolineare molte volte in cui parliamo di stress. In generale, possiamo dire che la webcam è uno stressor neutro, cioè non è la webcam di per sé che ci stressa, ma siamo noi a valutare questa esperienza come eccedente le nostre risorse.

Questo è un tema molto importante, perché se capiamo che non è la webcam in sé il problema, ma il fatto che è la richiesta dell’ambiente a eccedere le nostre risorse attuali, sappiamo che possiamo lavorare su quest’area per migliorare il nostro rapporto con questa esperienza. Continua a leggere →

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Convincere gli altri dipende dagli altri

Mi capita spesso di leggere in rete che esistono frasi e parole magiche per convincere i nostri interlocutori, sia che si tratti di vendite e di trattative, sia di altri contesti in cui risultare convincenti può essere determinante.

Eppure, se davvero esistessero parole e frasi magiche per far fare agli altri ciò che desideriamo, tutti venderebbero qualsiasi prodotto a chiunque, e qualsiasi politico vincerebbe sempre le elezioni.

In questa puntata racconto che sì, il linguaggio ci può essere utile per comunicare in modo efficace, sintetico, chiaro, e per far ricordare agli altri i nostri contenuti. Ma arrivati a quel punto, la comunicazione diventa comunque un fatto di relazione tra noi e chi ci ascolta. E non è detto che chi ci ascolta decodifichi (o voglia decodificare, per mille ragioni) il nostro messaggio necessariamente come desideriamo noi.

Perché dall’altra parte non c’è un robot, ma un essere umano con le sue caratteristiche uniche, irripetibili, che non possiamo pronosticare sempre a priori.

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Stress da Public Speaking e meditazione mindfulness

È arrivato il grande giorno: questa sera alle 19.15 presenterò a Milano il mio ultimo libro, “Parlare in pubblico con la mindfulness” presso la Casa della Psicologia.

Per l’occasione in questo video vi propongo un estratto del mio intervento di alcuni giorni fa a Radio Bocconi, ai microfoni di Giulia Orsi.

Ci sono gli ultimissimi posti disponibili per questa sera: per richiedere l’iscrizione gratuita all’evento vai su https://patrickfacciolo.eventbrite.it

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Paura di parlare in pubblico, o del contesto?

Talvolta sintetizziamo con la formula “paura di parlare in pubblico” un’emozione che forse possiamo contestualizzare meglio: potrebbe capitarci di provarla quando siamo in riunione con i nostri colleghi (proprio perché ci sono i nostri colleghi, e ci sembra una situazione più attivante di altre), mentre potremmo non provarla quando parliamo delle nostre vacanze davanti ai nostri amici al ristorante. Eppure anche quella è un’occasione di Public Speaking!

In questo video do una definizione di stress, e spiego che l’emozione della “paura” talvolta può essere riferita al contesto specifico in cui facciamo Public Speaking, e non all’atto in sé di parlare in pubblico.

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Comunicazione: coltivare la capacità di perdonarci

Ieri pomeriggio sono stato ospite della Content Marketing Academy di Milano per presentare il mio ultimo libro, “Parlare in pubblico con la mindfulness”.

A un certo punto Alessio Beltrami, moderatore dell’evento, ha parlato delle volte in cui registriamo un contenuto per il nostro pubblico (un video, un podcast), e finiamo per ricominciare a registrarlo nuovamente, perché non siamo convinti che vada bene.

Ho risposto ricordando l’importanza di coltivare la capacità di perdonarci, visto e considerato che la creazione di contenuti per il web è una sfida totalmente inedita per gli esseri umani. Si tratta di una possibilità che in tutta la storia dell’umanità ci è possibile soltanto da vent’anni a questa parte, e che per questo non è affatto scontato che di fronte a un microfono sia sempre “buona la prima”.

Un’occasione in più per accettare i nostri limiti, e l’idea che pubblicare sul web qualcosa che resterà accessibile e condivisibile per sempre, per chiunque, da dovunque nel mondo, in tempo reale e in differita, è una sfida totalmente inedita per il cervello umano nella storia dell’evoluzione.

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