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Public Speaking: come trovare le cose da dire in pubblico?

A cura di Patrick Facciolo, speaker radiotelevisivo, giornalista e formatore

Nella mia nota vocale di oggi parliamo di creatività, e di come facciano i Public Speaker a trovare sempre (o quasi) elementi di comunicazione da condividere con il proprio pubblico.

In particolare mi concentro su due aspetti:

1. l’importanza di utilizzare elementi della quotidianità nei nostri discorsi;

2. l’importanza di condividere con il pubblico un nostro pensiero, una nostra riflessione sui temi di cui ci occupiamo.

Buon ascolto! 😊

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Partire dalla fine: i suggerimenti di Mitchell per una presentazione efficace

Vi sarà forse capitato di assistere a una presentazione in pubblico, su un argomento che a voi interessa, e sentire il relatore iniziare il proprio intervento partendo da lontano, seguendo un lungo percorso prima di arrivare alle conclusioni. Impostare una presentazione fornendo la conclusione al termine ci sembra naturale. Molto spesso però può essere più efficace dare al pubblico le conclusioni già all’inizio: perché?

L’esperienza di Olivia Mitchell

Olivia Mitchell, “presentation trainer” di Wellington, Nuova Zelanda, in un post molto interessante, racconta di una sua esperienza diretta come partecipante a una di queste presentazioni. E’ stata lei stessa a rendersi conto di quanta attenzione in più avrebbe avuto se avesse conosciuto fin dall’inizio le conclusioni del relatore. Per questo ha elencato quattro buoni motivi per dare in apertura le conclusioni del proprio intervento.

Fornire il contesto e ottenere attenzione

Nel suo post la Mitchell cita il libro “Il cervello, istruzioni per l’uso” del biologo molecolare americano John Medina, in cui si sostiene che il cervello ricorda meglio le cose creando dei modelli mentali o degli schemi. Fornire al pubblico una struttura a cascata iniziando con la conclusione e aggiungendo dettagli, lo aiuterà a capire e ricordare meglio. Chi, tra i partecipanti, deve prendere una decisione sulla base delle conclusioni, vuole sentire subito quali saranno. Una volta apprese, il relatore otterrà la loro attenzione per tutta la durata della presentazione, perché saranno pronti a valutare le sue argomentazioni a sostegno.

Ripetere i concetti chiave e generare interesse

Mettere in chiaro fin dall’inizio le conclusioni, darà inoltre al relatore la possibilità di ribadire più volte i concetti chiave, mostrando come ogni punto del suo intervento faccia riferimento e sostenga queste conclusioni. Ma perché dovrebbero ascoltare se conoscono il finale? Può sembrare un controsenso, ma conoscere già le conclusioni di una presentazione crea intrigo e interesse tra il pubblico, aumentandone l’attenzione. Questi suggerimenti non sono validi solo per le presentazioni in pubblico ma anche per scrivere in rete (e speriamo sia stato così anche per questo post!).

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Quali sono i contenuti che gli ascoltatori ricordano di più? L’effetto primacy e l’effetto recency

A tutti noi è capitato di seguire una lezione a scuola, un programma televisivo o radiofonico, o ancora un intervento in un convegno, e di provare dopo solo pochi minuti la sgradevole sensazione di ricordare solo una parte di quanto abbiamo ascoltato nel corso degli istanti precedenti.

Questo fenomeno non è soltanto dovuto alla nostra pigrizia di ascoltatori o allo scarso interesse di quanto ci viene trasmesso: si tratta infatti di una situazione che ha una spiegazione scientifica. Tipicamente, quando ci viene presentata una serie di elementi, la normale tendenza è quella di ricordare più facilmente i primi e gli ultimi, mentre facciamo più fatica a tenere a mente quelli che ci sono stati esposti nella parte centrale del discorso che abbiamo appena ascoltato. Questi fenomeni cognitivi sono detti, rispettivamente, “effetto primacy” ed “effetto recency”. Continua a leggere →

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