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È giusto ringraziare il pubblico per le domande?

È giusto “ringraziare per la domanda”, quando il pubblico ci chiede qualcosa? In linea generale, sì.

È un tema che mi è venuto in mente osservando l’imitazione che Maurizio Crozza fa di Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, che nelle sue conferenze stampa ringrazia sempre i giornalisti.

L’atto di ringraziare, se sentito, ci permette di esprimere gratitudine nei confronti di chi ci sta ascoltando, e allo stesso tempo include nuovamente il pubblico nel nostro linguaggio e nella nostra comunicazione.

Nel momento in cui ti ringrazio, non mi limito a rispondere alla tua domanda, ma ti cito. Rendo cioè palese nel mio linguaggio la relazione che si sta instaurando tra me e te.

Ancora una volta, come racconto da anni, citare il pubblico è determinante per la nostra comunicazione.

Perché è un po’ come dire all’altro: “Tu ci sei nelle mie parole”.

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4 frasi che non aiutano la nostra comunicazione

Esistono frasi che non aiutano la nostra comunicazione.

Sono frasi che contengono metafore, che se fossimo davanti a un aperitivo con i nostri amici non diremmo, e che invece usiamo quando parliamo in pubblico.

Ne ho parlato nel mio primo libro del 2013, “Crea immagini con le parole”, e voglio farvi qualche esempio anche qui, oggi. Continua a leggere →

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Parole che non si capiscono: il “cruscotto informativo”

Anche questa settimana la politica ci regala parole che non si capiscono. Questa volta è il turno del “cruscotto informativo“, proposto dal Ministero dell’Istruzione in vista della riapertura delle scuole.

Leggo sul Messaggero: “Nella nuova bozza scuola si prevede l’utilizzo di un cruscotto informativo che segnalerà le criticità nelle aule, e ci sarà un coordinamento in cabina di regia Covid con le Regioni“.

Ma che cosa sarebbe, di grazia, un “cruscotto informativo”?

Secondo Treccani, un cruscotto è:

Nei veicoli a trazione animale, riparo di cuoio posto presso il parafango per riparare il cocchiere dagli spruzzi. Nei veicoli a motore terrestri e aerei, e in alcuni tipi di natanti (motoscafi e simili), quadro o pannello in cui sono raccolti gli strumenti di controllo, ed eventuali organi di comando“.

Ora, se scegliamo di usare la parola cruscotto per comunicare significati diversi da questi, stiamo utilizzando una metafora. Non chiara.

Se fermassi un passante in mezzo alla strada e gli chiedessi: “Lo sa che il Ministero dell’Istruzione sta pensando a un cruscotto per l’apertura delle scuole?”, ecco, non mi stupirei se pensasse al contachilometri della sua macchina. E avrebbe pure ragione.

Basterebbe chiamare le cose con il loro nome, e sarebbe tutto più facile.

© Patrick Facciolo – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.

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Pensare i nostri discorsi come se fossero eterni

Dobbiamo pensare i nostri discorsi in pubblico come se fossero eterni.

No, non si tratta di megalomania, ma di orientarci ancora una volta a chi ci ascolta.

Ogni volta che un nostro discorso comincia con le parole “in questo momento difficile”, ci stiamo dimenticando che quel contenuto potrebbe essere registrato e rimanere sul web per tanto tempo. Continua a leggere →

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La comunicazione di Luca Zaia e Vincenzo De Luca

I governatori Luca Zaia e Vincenzo De Luca sono i leader emergenti di questa stagione politica.

Merito senz’altro anche delle loro capacità di public speaking: le conferenze stampa del primo, e le dirette video del secondo resteranno da studiare e approfondire per scelte di linguaggio e setting tecnico.

Ma cosa li ha premiati, su tutto? Continua a leggere →

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