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Dibattito Tv Obama-Romney: la nostra analisi tecnica

Come avviene ormai da oltre mezzo secolo, in occasione delle elezioni presidenziali americane i due candidati si sfidano in televisione in una serie di confronti in diretta, durante i quali hanno l’occasione di affrontarsi sui temi cruciali della campagna elettorale per cercare di convincere gli elettori indecisi. Mercoledì 3 ottobre, a Denver in Colorado, è andato in scena il primo dei quattro confronti – uno sarà in realtà fra i due candidati alla vicepresidenza, Joe Biden e Ron Paul – fra il presidente uscente Barack Obama e lo sfidante repubblicano Mitt Romney. Un’ora e mezza di dibattito, dal quale possiamo trarre alcune indicazioni sul modo di comunicare dei due candidati.

 

 

Chi ha vinto il confronto?

Secondo i più accreditati commentatori, il confronto televisivo è stato vinto a sorpresa da Romney. Il candidato repubblicano, è infatti stato più incisivo rispetto al presidente uscente. Ha più volte negato di voler prendere quei provvedimenti economici che i democratici gli rinfacciano – come la riduzione delle imposte per i ceti più abbienti – e si è proposto con un programma meno di destra di quanto invece si era portati a pensare. Dal canto suo, Obama ha invece rivendicato le riforme portate avanti nella precedente legislatura, così come il salvataggio di migliaia di posti di lavoro attraverso gli aiuti erogati al settore automotive, colpito molto duramente dalla crisi. In linea generale, gli osservatori ritengono che Romney sia risultato complessivamente più sicuro, coinvolgente, in grado di dare le risposte e di sfidare l’avversario rivolgendosi direttamente a lui. L’atteggiamento di Obama, invece, è sembrato più scolastico e rinunciatario. Ha evitato più volte il contatto visivo con lo sfidante, ed è stato colto dalle telecamere a capo chino mentre studiava degli appunti. Un atteggiamento che, secondo gli analisti, denota solitamente incertezza e che rientra in nell’ambito del linguaggio non verbale, che da sempre divide gli studiosi sulla sua effettiva rilevanza ai fini dell’efficacia di un discorso, ma che questa volta sembra essere stato decisivo per assegnare la vittoria a Romney, così come accadde più di cinquant’anni fa, quando proprio l’atteggiamento più incisivo e rilassato di Kennedy rispetto a Nixon permise al candidato democratico di sopravanzare lo sfidante nel duello televisivo.

 

Su YouTube un video con i momenti salienti del dibattito

 

L’evento su Twitter e i sondaggi post-confronto

Il primo dibattito fra Obama e Romney è stato l’evento più twittato nella storia. Nei 90 minuti del confronto, infatti, si sono registrati ben 10.300.000 tweet, un dato che corrisponde a 144.000 tweet al minuto, e che in prospettiva supera i risultati dei grandi eventi dell’anno, come ad esempio le Olimpiadi di Londra (che in 16 giorni hanno fatto segnare 150 milioni di tweet). Per quanto riguarda invece le intenzioni di voto, i sondaggi elaborati nei giorni immediatamente successivi al dibattito confermano che Romney se la sia cavata meglio di Obama nel confronto televisivo: se il presidente in carica resta in testa alle preferenze degli americani con il 46%, lo sfidante repubblicano guadagna consensi fino a raggiungere il 44%. Ma al di là delle percentuali, quel che conta per il sistema elettorale americano sono i “grandi elettori”, ossia i delegati che ciascun candidato guadagna in seguito alle votazioni nei singoli stati. E quel che risulta dai dati di RealClearPolitics.com è che, al momento, Obama avrebbe dalla sua parte 251 grandi elettori contro i 181 di Romney. Gliene basterebbero insomma altri 19 per raggiungere quota 270 su 538 totali, il minimo indispensabile per ottenere la vittoria.

 

 

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