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Come si diventa giornalisti? Cos’è l’Ordine dei Giornalisti?

Cari amici di Parlarealmicrofono.it,

il mestiere del giornalista rappresenta ancora oggi una delle professioni maggiormente ambite e che esercitano un notevole fascino sui giovani più curiosi e attenti a quanto accade nel mondo. Ma quali sono i passi da compiere per diventare giornalisti?

L’Ordine dei Giornalisti

L’esercizio della professione giornalistica è regolata in Italia dalla legge n. 69 del 3 febbraio 1963. Questa norma caratterizza l’attività giornalistica come “attività intellettuale a carattere professionale” e impone a chi svolge il mestiere di giornalista l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti (www.odg.it). Come ogni ordine professionale, esso regola e tutela i giornalisti nell’esercizio delle loro attività. Per poter entrare a far parte dell’Ordine, si possono intraprendere diverse strade. L’Albo professionale, infatti, è diviso in due elenchi: quello dei Giornalisti Professionisti e quello dei Giornalisti Pubblicisti. Ad essi fanno riferimento due distinte figure di giornalista, e prevedono due percorsi diversi per accedervi.

I giornalisti professionisti

Si definisce “giornalista professionista” colui che “esercita in modo esclusivo e continuativo la professione di giornalista”. All’elenco dei giornalisti professionisti si accede superando un esame di Stato, per poter sostenere il quale è prima necessario completare un periodo di praticantato di almeno 18 mesi presso la redazione di una testata dove sono regolarmente assunti almeno quattro giornalisti professionisti. Se un tempo questa era l’unica modalità per poter sostenere l’esame di abilitazione, a partire dal 1990 l’Ordine ha ritenuto di ammettere agli esami di idoneità professionale anche a coloro che hanno svolto il praticantato in pubblicazioni edite da Scuole convenzionate e riconosciute dall’Ordine dei Giornalisti. Le Scuole riconosciute dall’Ordine sono attualmente 15, e il percorso formativo si articola in un master biennale cui possono accedere i laureati di tutte le facoltà previo superamento di una prova di una prova di selezione.

L’esame di stato

L’esame di abilitazione alla professione giornalistica si tiene a Roma almeno due volte l’anno, e si compone di una prova scritta e di una orale. La prova scritta si svolge in un’unica giornata e consiste: nella redazione della sintesi di un articolo fra quelli proposti dalla commissione per un massimo di 1.800 battute, nella risposta a questionari su temi di attualità e di cultura politico-economico-sociale riguardanti l’esercizio della professione e, infine, nella redazione di un articolo della lunghezza massima di 2.700 battute su argomenti di attualità scelti dal candidato tra quelli proposti dalla commissione (Interni, Esteri, Economia-sindacato, Cronaca, Sport, Cultura-spettacolo). La prova orale consiste invece in un colloquio volto ad accertare la conoscenza dei principi dell’etica professionale, delle norme giuridiche attinenti al giornalismo e delle tecniche e pratiche inerenti all’esercizio della professione.

I giornalisti pubblicisti

Il secondo elenco previsto dall’Ordine dei Giornalisti è quello dei giornalisti pubblicisti: sono, questi, “coloro che svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se esercitano altre professioni o impieghi”: si tratta molto spesso di giornalisti che affiancano alla propria professione principale delle collaborazioni con testate per le quali scrivono più o meno regolarmente. L’albo dei pubblicisti non prevede esami per l’iscrizione, ma richiede all’aspirante pubblicista almeno due anni consecutivi di collaborazione giornalistica retribuita con una o più testate regolarmente registrate, e la produzione di un certo numero di articoli, che varia in base alla periodicità della testata e alle disposizioni dei singoli ordini regionali.

Per avere informazioni sempre aggiornate su normative e modalità, è possibile visitare il sito ufficiale dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti all’indirizzo www.odg.it .

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