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Come parlare in pubblico: le basi del Public Speaking

Esistono delle “basi” del Public Speaking, degli elementi fondamentali dell’arte di parlare in pubblico? Sì, se consideriamo che parlare in pubblico è una delle tante esperienze della nostra vita, e che come tale possiamo considerarla.

Di conseguenza, le “basi” del Public Speaking sono più in generale le “basi” della comunicazione tra noi e le altre persone. Le altre, spesso, sono “etichette” (Public Speaking, Public Speaker, Speech, Audience, ecc.), che non ci permettono di guardare in profondità a questa esperienza.

Ne ho parlato il 5 maggio scorso con Leo Cascio, professionista che si occupa di personal branding, che mi ha ospitato sulle sue piattaforme per una chiacchierata sui temi della comunicazione.

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Come i pensieri condizionano i nostri discorsi in pubblico

Quando parliamo in pubblico siamo già convinti di sapere quello che gli ascoltatori pensano di noi.

È questo l’ostacolo che spesso individuo tra le persone che vengono a seguire un corso di Public Speaking con me. Continua a leggere →

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Paura di parlare in pubblico: dobbiamo per forza superarla?

Sabato sera ho avuto il piacere di presentare il mio libro, “Parlare in pubblico con la mindfulness. Gestire meglio lo stress da palco con la meditazione e le risorse del linguaggio”, all’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, in provincia di Pisa.

Si tratta di un luogo molto importante per me, che mi ha ospitato molte volte come praticante durante i miei ritiri di meditazione, e per momenti di riflessione che in questi ultimi anni ho dedicato a me stesso, quando ho praticato la mindfulness in modo più intensivo.

È stato un momento doppiamente emozionante perché diverse pagine del mio libro, dedicato alla comunicazione efficace, sono nate proprio lì, mentre dedicavo del tempo a me stesso. E perché poter parlare di meditazione mindfulness e dei suoi effetti benefici in un luogo così importante, mi ha dato tanta energia.

In questo estratto dal mio intervento torno a occuparmi di Public Speaking, in particolare di paura di parlare in pubblico, e sottolineo ancora una volta che non è necessario doverci per forza “contrapporre” alle nostre emozioni, di “superare la paura di parlare in pubblico”, ma che una via ispirata a una maggiore consapevolezza del qui e ora potrebbe essere, più semplicemente, quella di imparare a “relazionarci” meglio con le nostre emozioni, senza per forza scacciarle.

La mindfulness (da non confondere con la meditazione trascendentale), attraverso l’esercizio della meditazione guidata, può insegnarci l’arte del “prestare attenzione”. È un tipo di meditazione che ci può insegnare a stare con ciò che accade nel momento presente, un aspetto molto utile anche per chi vuole imparare a comunicare efficacemente e parlare davanti a un pubblico. E che dal mio punto di vista può offrire dei benefici anche rispetto all’ ascolto attivo.

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Elogio dell’ozio prima di parlare in pubblico

Spesso alla parola “ozio” associamo dei significati negativi, non considerando invece che oziare può esserci utile per non alimentare di continuo pensieri su quello che dovremo fare da lì a poco.

In questa puntata torno a parlarvi di mindfulness, di consapevolezza, e vi racconto come mi capiti spesso di “oziare” prima di un discorso in pubblico, e di migliorare così anche la mia gestione dello stress da palco.

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Comunicare senza il verbo essere: una sfida possibile?

“Non sono capace di parlare in pubblico”: ecco una frase che mi capita di sentire spesso durante i corsi di Public Speaking che tengo in tutta Italia. Ma siamo davvero certi che questa soluzione linguistica descriva in modo accurato la nostra effettiva capacità di fare Public Speaking?

Negli anni ’60, i teorici di E-Prime (English Prime) hanno postulato la possibilità di una lingua inglese che potesse fare a meno del verbo “essere”: si sono dati come regola quella di descrivere la realtà in maniera più precisa, non limitandosi a indicare le cose come “sono”, bensì come “ci appaiono”.

All’interno del mio libro, “Parlare in pubblico con la mindfulness”, che ho presentato recentemente presso la sede dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, faccio alcuni esempi sugli effetti che potrebbe avere limitare l’uso del verbo essere quando ci occupiamo di Public Speaking.

Ecco allora che la frase “Non sono capace di parlare in pubblico” potrebbe diventare improvvisamente: “Nelle due occasioni in cui ho parlato in pubblico di fronte a una platea numerosa, ho avvertito stress”.

Un passaggio che può apparirci solo formale e terminologico, ma che al contrario può regalarci una serie di osservazioni inedite sulle nostre (reali) capacità di parlare in pubblico.

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