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Parlare in pubblico: come comunica Giorgia Meloni

Giorgia Meloni. Foto tratta da Wikipedia

La settimana scorsa, il 19 ottobre, si è svolta a Roma in Piazza San Giovanni la manifestazione della Lega, a cui hanno partecipato i leader del centrodestra, tra cui Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

Diversi quotidiani hanno sottolineato un passaggio del suo discorso, relativo alla proposta di limitare per legge l’utilizzo del contante:

«Adesso hanno messo il tetto al contante, e dobbiamo pagare col bancomat. Fra un po’ andremo al bancomat a prelevare i nostri soldi, e il bancomat ci chiederà: “Perché vuoi 100 Euro, che ci devi fare?”. Ma fatti gli affari tuoi “che ci devo fare”, sono soldi miei, guardone!»

Linguaggio astratto vs. linguaggio concreto

A prescindere dalle forme colloquiali tipiche del linguaggio parlato, mi salta agli occhi subito l’estrema concretezza della frase, e la presenza di parole ad alto valore d’immagine (che si riferiscono cioè a oggetti concreti della realtà): contante, bancomat (inteso come carta e come dispositivo), 100 Euro, soldi, guardone.

In questo estratto dalla conferenza che ho tenuto ieri a SMAU sul Public Speaking e la comunicazione efficace, racconto perché esempi fortemente evocativi, che creano immagini attraverso le parole, possono catturare l’attenzione delle persone.

Spesso, in ambiti professionali o aziendali, siamo abituati a esprimerci in maniera molto più articolata e meno diretta, tanto che un esempio come quello di Giorgia Meloni, se dovessimo tradurlo in “aziendalese” (la lingua burocratica parlata spesso nelle aziende), potrebbe diventare qualcosa del genere:

«L’introduzione di un limite sull’utilizzo di denaro contante comporterà un inasprimento delle modalità attraverso cui lo Stato potrà verificare il reale utilizzo del denaro guadagnato da ciascun contribuente, introducendo una presunzione di colpevolezza a priori assolutamente ingiustificata.»

Salta subito all’occhio il passaggio da alto a basso valore d’immagine, con parole astratte molto più presenti in questo passaggio: limite, utilizzo, modalità, presunzione, colpevolezza.

Linguaggio e immagini mentali: le recenti ricerche neuroscientifiche

Nel video tratto dal mio intervento a SMAU, torno sul tema del rapporto tra linguaggio astratto/concreto, sulla creazione di immagini mentali, sulle parole ad alto valore d’immagine.

Ma anche (e soprattutto) su come le neuroscienze stiano dimostrando che evocare un’immagine in movimento, attiva nel nostro cervello aree simili a quelle che si attivano quando osserviamo per davvero la realtà.

In particolare, alcuni studi (quello che cito nel video risale al 2013) dimostrerebbero come la corteccia visiva e il cervelletto siano implicati non solo nel processo della visione vera e propria, ma anche nei processi di manipolazione di immagini mentali.

© Patrick Facciolo – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione.

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Patrick Facciolo

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Dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro iscritto all'Ordine degli Psicologi della Lombardia, giornalista radiotelevisivo e formatore. Realizzo corsi sui temi del Public Speaking e la gestione dello stress in tutta Italia. Mi occupo di divulgazione online su queste tematiche attraverso il mio portale, Parlarealmicrofono.it. Ho pubblicato cinque libri, i più importanti dei quali sono "Crea immagini con le parole" (2013) e "Parlare in pubblico con la mindfulness" (2019), disponibili su Amazon.


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