Il mio blog



Comunicare in pubblico: è giusto parlare di sé? Il segreto dell’understatement

Comunicare in pubblico: è giusto parlare di sé? Il segreto dell’understatement

L'understatement: un segreto per parlare in pubblicoCari amici di Parlarealmicrofono.it,

quante volte vi è capitato di assistere a una presentazione in pubblico e di avere la sensazione che il relatore si stesse “parlando addosso“? Alcuni public speaker aprono il proprio interevento cominciando da biografia e successi professionali, raccontando dettagli che spesso hanno poco a che fare con la finalità dell’incontro, e che nell’arco di pochi secondi danno noia. Ce n’è davvero bisogno?

Altra situazione frequente: l’oratore inizia la presentazione, espone i primi contenuti, e ogni occasione diventa buona per raccontare la sua storia lavorativa (mediamente la descrizione si arricchisce di particolari ridondanti, ad esempio le amicizie con personaggi influenti nel suo panorama professionale, esperienze all’estero, etc.), il tutto riconducibile ovviamente al proprio trascorso, e senza nessun tipo di orientamento al pubblico e alle sua aspettative. Ce n’è davvero bisogno?

Terza situazione: l’oratore, dimostrando scarsa capacità di gestire l’aula, si altera appena sente un leggero brusio. A quel punto si lascia andare a filippiche del tipo: “Se non siete interessati a quello che vi sto dicendo potete anche andarvene! Io faccio già questo lavoro da anni e sono molto soddisfatto della mia posizione, non mi serve la vostra attenzione o approvazione per continuare!“. Ce n’è davvero bisogno?

La presentazione del relatore in uno speech efficace

Nei corsi Parlarealmicrofono il docente tende a non presentarsi direttamente alla platea durante la lezione (e spesso non lo fa fino alla fine), e a usare l’aneddotica personale solo in una prospettiva di condivisione col pubblico. Perché? Cominciamo da quella che ci piace definire presupposizione ellittica: do per scontato che il corsista sappia già approssimativamente chi ha di fronte; avendo acquistato il corso ha già assunto informazioni sommarie sul programma (ammesso che fosse quello a interessargli) e sul docente (potrebbe essersi iscritto prevalentemente per questo motivo). In entrambi i casi ha già un numero di informazioni sufficiente per affidarsi all’offerta formativa. “Certo” – si potrebbe obiettare – “ma se la sessione formativa mi è imposta dalla mia azienda, e non mi interessano minimamente i contenuti, come faccio a sapere chi è il relatore e cosa fa nella vita?“. Bene, la risposta sta già nella domanda: a un ascoltatore che si sente “costretto a seguire” un evento evidentemente non interessa chi sia il relatore, perlomeno in una prima fase.

Eccessi autoreferenziali nell’introduzione del relatore: qual è la soluzione?

La soluzione migliore che viene insegnata nei corsi Parlarealmicrofono riguarda l’elaborazione di una struttura narrativa dell’intervento, che faccia perno su tecniche quali l’ice-breaking (facendo attenzione a derive autoreferenziali, proprio per non entrare in contrasto con quello che ci siamo detti fino adesso), dell’anticipazione, del teaser, dell’AIDA, e – appunto – dell’understatement. Si tratta di procedimenti di scrittura creativa del proprio intervento che hanno come scopo proprio quello di coinvolgere l’uditorio, e di puntualizzare soltanto alla fine chi eravamo, dando un’ulteriore prova del perché fossimo legittimati a occuparci di quello specifico tema.

Perché nei corsi Parlarealmicrofono™ si parla di understatement? Come si applica nei contesti di comunicazione in pubblico?

Possiamo definire la parola understatement come l’atteggiamento mirante ad attenuare l’importanza di qualcosa, in questo caso del nostro stesso background. Pensate cosa significa essere grandi conoscitori ed esperti di una tematica, e mettere il vostro uditorio nelle condizioni di non subire l’asimmetria di questa posizione. L’understatement, nei corsi Parlarealmicrofono™, si traduce in un assunto molto semplice: se siete dei grandi nel vostro settore e ne sapete tanto di qualcosa, non lo farete comunque pesare al prossimo. L’effetto migliore che potrete ottenere? A fine lezione, un corsista si alza e dice all’altro: “Senti, ma chi era questo?” – “Boh, però è stato un figo! Ce l’hai il suo biglietto da visita?“.



© Parlarealmicrofono.it – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione anche parziale.

The following two tabs change content below.

Dott. Patrick Facciolo

Mi occupo di Public Speaking perché per me è importante che le persone si sentano ascoltate. Faccio divulgazione sui temi della comunicazione attraverso il mio sito, e realizzo corsi per aziende e professionisti in tutta Italia e su Zoom. Per più di 15 anni ho fatto il conduttore alla radio, ed è proprio lavorando nel mondo della radio e dei media che ho perfezionato il mio modo di comunicare, che oggi cerco di trasmettere agli altri. Diplomato al liceo classico, sono laureato in Scienze e tecniche psicologiche, in Filosofia e in Scienze politiche. Sono iscritto all'Ordine degli Psicologi della Lombardia con la qualifica di Dottore in tecniche psicologiche. Sono anche un giornalista, iscritto all'Albo dei Giornalisti della Lombardia. Ho pubblicato sette libri, i più importanti dei quali sono "Crea immagini con le parole" (2013) e "Parlare in pubblico con la mindfulness" (2019), disponibili su Amazon.



.

.

Tag: , , , ,


Libri Parlare in pubblico

Se sei interessato ai temi del Public Speaking e della comunicazione sui media, ho da poco pubblicato la raccolta di tutti i miei libri. Si intitola "Enciclopedia del Public Speaking", ed è disponibile su Amazon.

Quali parole scegliere quando dobbiamo parlare in pubblico? Come favorire l'attenzione di chi ci ascolta? Come esprimere i nostri contenuti in maniera efficace? Come relazionarci meglio con lo stress che proviamo sul palco? Sono solo alcune domande a cui cerco di rispondere in maniera esaustiva in oltre 450 pagine.

"Enciclopedia del Public Speaking" è la raccolta dei miei primi cinque libri: "Crea immagini con le parole" (2013), "Il pubblico non è una mucca da contenuti" (2014), "Appunti di dizione" (2016), "Parlare al microfono" (2017) e "Parlare in pubblico con la mindfulness" (2019).

Enciclopedia del Public Speaking è disponibile su Amazon.





Don`t copy text!