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Quanti tipi di radio esistono in Italia? La classificazione di Astorri

Le radio commerciali sono nate in Italia oltre 35 anni fa e hanno vissuto, subito e generato parecchi cambiamenti. Inizialmente, pensando ad una classficazione, si faceva semplicemente  distinzione tra emittenti nazionali ed emittenti locali. L’avvento di internet ha però, ovviamente, reso inapplicabile questa suddivisione, dato che anche le radio locali possono paradossalmente diventare addirittura internazionali. Da un altro punto di vista si è parlato di radio generaliste, ovvero radio  con programmi e contenuti diversi tra loro, e radio tematiche.

Perché classificare le radio?

Segmentare le radio ha diverse utilità. Da un lato consente di conoscere le varie soluzioni editoriali che caratterizzano le radio stesse. Dall’altro, diventa un riferimento per gli investitori pubblicitari che, ben raramente, hanno tempo e strumenti per analizzare nel dettaglio le caratteristiche di tutte le radio e dei singoli programmi. Tuttavia conoscere il target è comunque fondamentale per poter effettuare il miglior “abbinamento” prodotto e ascoltatore.

La classificazione alla quale ci riferiamo, che è molto probabilmente la più aggiornata, è quella di Claudio Astorri (www.astorri.it). In questo studio l’elemento di riferimento è il formato, che rappresenta una sorta di ombrello sotto il quale si raggruppano emittenti che hanno un’offerta omogena dal punto di vista di caratteristiche editoriali.

La classificazione dei formati secondo Astorri

Un primo formato viene definito Personality Radio. La caratteristica principale che accomuna questo formato è il fatto che predomina il tempo dedicato alla conduzione rispetto a quello dedicato alla musica e all’informazione.  Un altro formato, chiamato Contemporary Hit Radio è quello nel quale la musica la fa da padrona. La qualità della musica proposta diventa l’elemento chiave, anche al di là dell’abilità dei conduttori stessi. La focalizzazione resta sulla musica anche nel format Adult Contemporary, ma in questo caso la musica passata supera quella del presente e questo fa sì che il target sia prevalentemente caratterizzato da adulti dai 24 ai 54 anni. L’informazione è presente e la credibilità e l ‘autorevezza del conduttore e della radio sono elementi imprescindibili e rassicuranti.

Nel formato Musica Italiana, come facile intuire, predomina la musica nostrana. Sempre nella classificazione di Astorri vi è poi il formato Rock, dove regna sovrano il genere musicale rock. Qui il conduttore gioca il ruolo dell’esperto, deve tener testa ad un pubblico molto erudito in materia musicale. L’informazione ha un suo spazio ma non è l’elemento qualificante.

Resta l’ultimo formato, ovvero quello definito News/talk. Qui il tempo dedicato all’informazione è nettamente superiore sia a quello attribuito alla musica che a quello della conduzione. La radio diventa  il riferimento per poter essere realmente informati sull’attualità. L’interazione con il pubblico rappresenta un’altra caratterisitica nelle radio News/talk, dal momento che genera un confronto di qualità e può arricchire culturalmente. Trovate maggiori informazioni e il dettaglio specifico dei formati direttamente sul sito web di Claudio Astorri alla pagina: http://www.astorri.it/sito/notizie/censimento-formatbrquali-sono-oggi-i-formatibrdella-radiofonia-italiana

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