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Confronto televisivo Hollande-Sarkozy: un’analisi tecnica

In un precedente post ci siamo occupati di due fenomeni cognitivi che accadono normalmente quando ascoltiamo un discorso: l’effetto primacy e l’effetto recency. Si tratta, in sintesi, della tendenza che abbiamo a ricordare più facilmente i primi e gli ultimi elementi di quanto stiamo ascoltando, mentre abbiamo più difficoltà a immagazzinare le informazioni contenute nella parte centrale del discorso.

Parlando di questi due effetti, avevamo citato un esempio proposto da Elliott Aronson, che applicava il fenomeno alle campagne elettorali, e in particolare esaminava il caso in cui due sfidanti si trovassero a dover affrontare un confronto televisivo.

Il dibattito avvenuto degli scorsi giorni fra i due candidati alla presidenza della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy e François Hollande ci dà l’occasione per esaminare da un punto di vista tecnico quali potrebbero essere gli effetti che quel dibattito avrà sul voto di domenica.

Su YouTube una breve sintesi video del confronto pubblicato da “Le Monde

I temi del confronto e le reazioni della rete

Il primo dato significativo riguarda la durata del confronto: due ore e mezza di dibattito sono un tempo molto significativo per la politica in tv. È evidente che, in un arco di tempo così ampio rispetto alle tradizionali tribune politiche, non pochi passaggi saranno sfuggiti all’ascoltatore medio, che sarà stato piuttosto colpito da alcuni momenti chiave.

Fra questi, se in Italia ha inevitabilmente fatto molto parlare il litigio su Berlusconi, in Francia si è invece maggiormente parlato di tematiche quali l’immigrazione, la crisi economica, i rapporti con la Germania e il “tormentone” «Moi, president de la Republique», la locuzione che Hollande ha usato più volte nel corso del dibattito. Ma quale dei due candidati ha convinto di più?

Un buon termometro di quanto accaduto nel corso del dibattito è il responso della rete: su Facebook, a parità di fan – circa 10.000 – la pagina che ha avuto più commenti durante il dibattito è stata quella di Hollande (circa 4.000 interazioni contro le 1.000 fatte registrare sul profilo ufficiale di Sarkozy). Su Twitter, invece, i tweet fatti registrare nel corso del dibattito sono stati oltre 500.000: segno che ormai è maturo un potentissimo strumento per condividere online eventi televisivi e non solo.

Chi ha vinto il dibattito?

La domanda che tutti si fanno nelle ore che precedono l’appuntamento elettorale è: chi ha davvero vinto il dibattito? Se in molti sostengono si sia trattato di un sostanziale pareggio, un sondaggio realizzato dall’istituto L2 per Yahoo! rileva che il 45% degli intervistati ha ritenuto Hollande più convincente, mentre il 41% sostiene che Sarkozy se la sia cavata meglio.

Le intenzioni di voto espresse dagli oltre 1.000 intervistati, poi, assegnano il 53% delle preferenze al candidato socialista contro il 47% del Presidente uscente. Dal punto di vista dell’influenza dell’effetto primacy e dell’effetto recency, questi risultati sembrano confermare le conclusioni che Aronson traeva nel suo testo, ossia che se i due interventi avvengono a distanza ravvicinata fra loro e non nell’immediatezza del voto, l’effetto primacy è più influente rispetto all’effetto recency.

Hollande ha in effetti preso la parola per primo in un dibattito che si è tenuto a distanza di alcuni giorni dalle elezioni: ma davvero l’evento televisivo sarà stato decisivo per decidere chi sarà il prossimo Presidente della Repubblica Francese? Gli esperti sostengono di no, ma per sapere se sarà davvero così dobbiamo aspettare il voto di domenica.

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