-

Problem solver in azienda: chi è, cosa fa, come si diventa

Oggi parliamo di una figura professionale che sta prendendo piede in diverse aziende, e che rappresenta una nuova frontiera in un periodo in cui le difficoltà economiche impongono a tutte le imprese di razionalizzare i costi e le risorse: stiamo parlando del problem solver.

Cosa significa problem solving?

Letteralmente, problem solving significa soluzione di problemi: un problem solver è quindi un professionista che si caratterizza per una spiccata capacità di trovare soluzioni a problemi più o meno complessi, in diversi ambiti e situazioni. Un processo che si articola in diverse fasi, con l’obiettivo di individuare nel minor tempo possibile la strada corretta per eliminare gli intoppi che troviamo sul nostro cammino.

Le fasi del problem solving

Nella maggior parte dei casi, parlare di problem solving significa in realtà ricorrere alla figura retorica della sineddoche. Il problem solving, infatti, è solo una fase di un procedimento più complesso, che si articola in diversi momenti. I primi due sono il “problem finding” e il “problem setting”, ossia il rendersi conto del problema e la definizione precisa dello stesso. Successivamente, si passa al problem solving vero e proprio, il che significa rispondere alle domande che il problema ci pone; questa fase ci porta poi a quella immediatamente successiva, quella del cosiddetto “decision making”, ossia la decisione delle modalità con cui agire. Infine, il “decision taking” rappresenta la parte finale del procedimento, quella in cui si passa all’azione.

Un plus per il problem solver: il pensiero laterale

Una delle abilità che un buon problem solver deve avere è rappresentata dalla capacità di guardare ai problemi secondo il metodo del pensiero laterale. Questa tecnica di approccio alle situazioni complesse, di cui abbiamo avuto modo di parlare in uno degli scorsi post, consiste nel porsi di fronte a un problema da diversi punti di vista e nel non fossilizzarsi dunque nell’analisi di una sola possibile soluzione. Una capacità, questa, particolarmente importante per un problem solver professionista, che sarà in grado di ampliare il raggio d’azione della sua attività volta a rintracciare la miglior soluzione possibile al problema in questione.

La formazione del problem solver

Non esiste, come per la gran parte delle cosiddette “nuove professioni”, un corso di laurea o una scuola superiore che sia specificamente dedicata al problem solving. A livello generale, tuttavia, possono essere indicati corsi universitari che possano stimolare il raggiungimento di una forma mentis orientata all’individuazione e alla risoluzione di problemi. Diversa è la situazione per quanto riguarda i corsi di specializzazione: ce ne sono ormai diversi in tutta Italia, a conferma della richiesta sempre maggiore da parte delle aziende di figure professionali con capacità strategiche e orientate al problem solving.

© Parlarealmicrofono.it – Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione anche parziale.



Questa voce è stata pubblicata in Ultimi aggiornamenti e contrassegnata con , , , , , , , .

I commenti sono chiusi.

Libri Parlare in pubblico

Se sei interessato ai temi del Public Speaking e della comunicazione sui media, ho da poco pubblicato la raccolta di tutti i miei libri. Si intitola "Enciclopedia del Public Speaking", ed è disponibile su Amazon.

Quali parole scegliere quando dobbiamo parlare in pubblico? Come favorire l'attenzione di chi ci ascolta? Come esprimere i nostri contenuti in maniera efficace? Come relazionarci meglio con lo stress che proviamo sul palco? Sono solo alcune domande a cui cerco di rispondere in maniera esaustiva in oltre 450 pagine.

"Enciclopedia del Public Speaking" è la raccolta dei miei primi cinque libri: "Crea immagini con le parole" (2013), "Il pubblico non è una mucca da contenuti" (2014), "Appunti di dizione" (2016), "Parlare al microfono" (2017) e "Parlare in pubblico con la mindfulness" (2019).

Enciclopedia del Public Speaking è disponibile su Amazon.