Segreti e limiti della comunicazione non verbale
Da alcuni decenni si assiste ad un interesse sempre maggiore, da parte delle scienze sociali e umane, verso tutta quella comunicazione che avviene con modalità diverse dal linguaggio parlato.
Al contrario, nei primi anni del secolo scorso, la comunicazione non verbale non riceveva ancora l’attenzione che riveste oggi, un po’ perché i segnali sono per certi versi inconsapevoli, un po’ perché il prevalere di un’idea fortemente razionalistica dell’uomo tendeva a mettere più in evidenza gli aspetti verbali.
È ormai accettato che non si comunica solo con la lingua parlata o scritta, ma talvolta anche con gesti e movimenti, dei quali talvolta neanche ci accorgiamo. Parliamo di quella che lo psicologo Mauro Cozzolino definisce nel suo saggio “comunicazione invisibile”. Conoscerla e saperla gestire potrebbe migliorare il nostro modo di porci e di comunicare con gli altri.

oggi ci occupiamo di una figura professionale che si sta affermando in Italia, e al cui ruolo molti guardano come a una possibile nuova frontiera lavorativa. Stiamo parlando del mediatore civile, una professione che ha conosciuto un notevole sviluppo nel nostro Paese a partire dalla primavera del 2010, quando cioè è stato introdotto nel nostro ordinamento l’istituto della mediazione civile.
de al nostro addetto stampa o press agent. Quello dell’addetto stampa è uno dei mestieri legati alla scrittura, che si sono largamente diffusi negli ultimi anni. Rispetto a un tempo, con l’avvento dei new media e delle nuove tecnologie, si assiste oggi a una trasformazione continua delle modalità e dei canali di comunicazione, ma le vecchie strategie di Bernays in un certo senso rimangono sempre valide. È anche vero però che, per quanto l’addetto stampa goda di una posizione di rilievo tra le nuove professioni, regna una diffusa confusione su cosa sia esattamente un ufficio stampa e di cosa si occupi.