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Jessica Malfatto
Giornalista Scrittrice
Archivi tag: televisione
Media e rischio imitazione: attenzione selettiva ed effetto Werther
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
in un post pubblicato alcuni mesi fa ci siamo occupati di come i processi di apprendimento che il nostro cervello mette in atto nel momento in cui ascolta un discorso si caratterizzano per gradi diversi di attenzione. In quell’occasione, abbiamo chiarito cosa si intende con effetto primacy ed effetto recency. Oggi ci occupiamo invece del fenomeno dell’attenzione selettiva e del cosiddetto “effetto Werther”. Un tema che ci porta direttamente a riflettere anche sui mass media e sulla selezione delle notizie. Continua a leggere
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Cos’è l’Auditel e come si calcolano gli ascolti televisivi
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
in tv e sui giornali si sente sempre più spesso parlare di dati di ascolto, i dati Auditel. Ma concetamente: cos’è l’Auditel? Auditel viene costituita il 3 luglio 1984 ed ha per oggetto la rilevazione imparziale ed oggettiva dell’ascolto TV in Italia e la diffusione sistematica dei dati. I motivi che hanno contribuito alla creazione di questo istituto sono legati da un lato alla crescente pluralità delle emittente televisive, dall’altro alla necessità di certezze legate al mondo pubblicitario e, non da ultimo, alla trasparenza nella diffusione dei dati stessi. La rilevazione avviene tramite il meter, di cui parleremo più esaustivamente tra poco. Continua a leggere
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Cos’è una notizia? Qual è la differenza tra hard news e soft news?
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
negli ultimi anni il mondo dell’informazione e della comunicazione si è evoluto a ritmi sempre più rapidi: basti pensare a come il web ha cambiato i tempi di diffusione delle notizie e le modalità di scrittura e di condivisione delle informazioni di qualsiasi tipo. Nella naturale evoluzione dei concetti e delle definizioni che descrivono il mondo dei media, anche il confine che corre fra le cd. “hard news” e “soft news” si sta evolvendo e forse sfumando, ma rappresenta ancora un concetto importante e utile per classificare le notizie. Continua a leggere
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Televisione e nuovi media: conclusa a Dogliani la prima edizione del Festival della Tv
Si è concluso domenica 6 maggio a Dogliani (Cuneo) la tre giorni del “Festival della Tv e dei nuovi media” alla sua prima edizione, con la partecipazione di professionisti del settore e conduttori di livello nazionale. Grande attenzione è stata riservata al mondo dei media (con la partecipazione, tra gli altri, del presidente del Gruppo Espresso, Carlo De Benedetti durante la prima giornata) e dei social network (evento “Social Tv: Facebook Vs. Twitter”). Hanno concluso l’evento nella giornata di domenica Enrico Ghezzi, Pino Roggero e Massimo Bernardini con la conferenza “Case history: BLOB. The expanded tv” al mattino e Piero Chiambretti con Alessandra Comazzi (“La tv di Piero Chiambretti”) al pomeriggio. Live tweet con foto e commenti dell’ultima giornata da Dogliani sulla pagina Twitter di Parlarealmicrofono.it
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Quali sono i contenuti che gli ascoltatori ricordano di più? L’effetto primacy e l’effetto recency
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
a tutti noi è capitato di seguire una lezione a scuola, un programma televisivo o radiofonico, o ancora un intervento in un convegno, e di provare dopo solo pochi minuti la sgradevole sensazione di ricordare solo una parte di quanto abbiamo ascoltato nel corso degli istanti precedenti. Questo fenomeno non è soltanto dovuto alla nostra pigrizia di ascoltatori o allo scarso interesse di quanto ci viene trasmesso: si tratta infatti di una situazione che ha una spiegazione scientifica. Tipicamente, quando ci viene presentata una serie di elementi, la normale tendenza è quella di ricordare più facilmente i primi e gli ultimi, mentre facciamo più fatica a tenere a mente quelli che ci sono stati esposti nella parte centrale del discorso che abbiamo appena ascoltato. Questi fenomeni cognitivi sono detti, rispettivamente, “effetto primacy” ed “effetto recency”. Continua a leggere
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Come si diventa giornalisti? Cos’è l’Ordine dei Giornalisti?
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
il mestiere del giornalista rappresenta ancora oggi una delle professioni maggiormente ambite e che esercitano un notevole fascino sui giovani più curiosi e attenti a quanto accade nel mondo. Ma quali sono i passi da compiere per diventare giornalisti?
L’Ordine dei Giornalisti
L’esercizio della professione giornalistica è regolata in Italia dalla legge n. 69 del 3 febbraio 1963. Questa norma caratterizza l’attività giornalistica come “attività intellettuale a carattere professionale” e impone a chi svolge il mestiere di giornalista l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti (www.odg.it). Come ogni ordine professionale, esso regola e tutela i giornalisti nell’esercizio delle loro attività. Per poter entrare a far parte dell’Ordine, si possono intraprendere diverse strade. L’Albo professionale, infatti, è diviso in due elenchi: quello dei Giornalisti Professionisti e quello dei Giornalisti Pubblicisti. Ad essi fanno riferimento due distinte figure di giornalista, e prevedono due percorsi diversi per accedervi. Continua a leggere
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Cosa vuol dire “Il medium è il messaggio”? L’attualità di Marshall McLuhan oggi
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
nel campo della comunicazione sono pochi i pensatori che hanno esercitato e che esercitano tutt’ora un’influenza pari a quella di Marshall McLuhan (1911-1980). Il sociologo canadese – del quale ricorre quest’anno il centenario dalla nascita – ha infatti studiato per tutta la vita le dinamiche della comunicazione e le loro influenze sulla società e sui singoli individui, anticipando spesso tendenze e sviluppi che si sarebbero poi effettivamente verificati.
Da ingegnere mancato a precursore del world wide web
Iscrittosi inizialmente alla facoltà di ingegneria della Manitoba University, nel suo Paese natale, McLuhan passò ben presto allo studio della lingua e della letteratura inglese, conseguendo dapprima la laurea e trasferendosi successivamente in Gran Bretagna per conseguire il dottorato presso l’Università di Cambridge. Dopo gli studi, McLuhan intraprese la carriera accademica, insegnando in diverse università fra Stati Uniti e Canada ed elaborando alcune teorie che ancora oggi sono alla base degli insegnamenti nel campo della comunicazione, come l’elaborazione della nozione di “villaggio globale”, che sottolinea come, grazie ai nuovi media, il mondo sia destinato a divenire più piccolo e le distanze fisiche e culturali a ridursi notevolmente. Se pensiamo a quando internet abbia negli ultimi anni avvicinato fra di loro popoli e culture, non è sbagliato sostenere che McLuhan abbia in qualche modo profetizzato le conseguenze della nascita del web. Continua a leggere
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Manuali di dizione: quale scegliere?
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
alcune settimane fa ci siamo occupati della dizione, dedicando a questo tema un post nel quale abbiamo cercato di dare una risposta quanto più precisa ad una domanda semplice ma allo stesso tempo complessa: a cosa serve la dizione? Quello che emergeva in maniera inequivocabile era come la dizione fosse fondamentale per intercettare l’intera platea potenzialmente al nostro ascolto. Parlare correttamente in pubblico non è un requisito necessario solo per gli attori o i conduttori radiofonici e televisivi, ma anche per chi si trova a dover presentare un progetto, la propria azienda o una proposta che può diventare la chiave di volta del proprio business. Ecco allora che un buon manuale può fare la differenza e permettere anche a coloro che non hanno mai approfondito l’importanza della dizione di migliorare rapidamente la propria capacità di parlare in pubblico. Continua a leggere
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Confronto televisivo Hollande-Sarkozy: un’analisi tecnica
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
in un precedente post ci siamo occupati di due fenomeni cognitivi che accadono normalmente quando ascoltiamo un discorso: l’effetto primacy e l’effetto recency. Si tratta, in sintesi, della tendenza che abbiamo a ricordare più facilmente i primi e gli ultimi elementi di quanto stiamo ascoltando, mentre abbiamo più difficoltà a immagazzinare le informazioni contenute nella parte centrale del discorso. Parlando di questi due effetti, avevamo citato un esempio proposto da Elliott Aronson, che applicava il fenomeno alle campagne elettorali, e in particolare esaminava il caso in cui due sfidanti si trovassero a dover affrontare un confronto televisivo. Il dibattito avvenuto degli scorsi giorni fra i due candidati alla presidenza della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy e François Hollande ci dà l’occasione per esaminare da un punto di vista tecnico quali potrebbero essere gli effetti che quel dibattito avrà sul voto di domenica.
Ecco una breve sintesi video del confronto pubblicato da “Le Monde” su YouTube:
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