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Jessica Malfatto
Giornalista Scrittrice
Archivi tag: media
Cos’è una notizia? Qual è la differenza tra hard news e soft news?
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
negli ultimi anni il mondo dell’informazione e della comunicazione si è evoluto a ritmi sempre più rapidi: basti pensare a come il web ha cambiato i tempi di diffusione delle notizie e le modalità di scrittura e di condivisione delle informazioni di qualsiasi tipo. Nella naturale evoluzione dei concetti e delle definizioni che descrivono il mondo dei media, anche il confine che corre fra le cd. “hard news” e “soft news” si sta evolvendo e forse sfumando, ma rappresenta ancora un concetto importante e utile per classificare le notizie. Continua a leggere
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Televisione e nuovi media: conclusa a Dogliani la prima edizione del Festival della Tv
Si è concluso domenica 6 maggio a Dogliani (Cuneo) la tre giorni del “Festival della Tv e dei nuovi media” alla sua prima edizione, con la partecipazione di professionisti del settore e conduttori di livello nazionale. Grande attenzione è stata riservata al mondo dei media (con la partecipazione, tra gli altri, del presidente del Gruppo Espresso, Carlo De Benedetti durante la prima giornata) e dei social network (evento “Social Tv: Facebook Vs. Twitter”). Hanno concluso l’evento nella giornata di domenica Enrico Ghezzi, Pino Roggero e Massimo Bernardini con la conferenza “Case history: BLOB. The expanded tv” al mattino e Piero Chiambretti con Alessandra Comazzi (“La tv di Piero Chiambretti”) al pomeriggio. Live tweet con foto e commenti dell’ultima giornata da Dogliani sulla pagina Twitter di Parlarealmicrofono.it
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Come si calcolano gli ascolti dei programmi radiofonici? Le novità di RadioMonitor
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
a molti di voi sarà capitato di chiedersi come si calcolano gli ascolti dei programmi radiofonici. In questi giorni è stato presentato RadioMonitor, la nuova ricerca che cercherà di fornire dati oggettivi, affidabili e veloci, mettendo d’accordo finalmente un numero cospicuo di network radiofonici che ne hanno approvato l’utilizzo. Ha già aderito la grande maggioranza delle radio nazionali e oltre 220 emittenti radiofoniche locali. Continua a leggere
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Come scegliere le parole giuste da dire in radio? Riscopriamo un libro fondamentale
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
oggi torniamo ad occuparci di libri, e in modo particolare di un testo ormai divenuto un vero e proprio classico, e che può risultare molto utile a tutti coloro che necessitano di qualche consiglio per migliorare la propria efficacia comunicativa, specie se ci si accinge per la prima volta al mondo della conduzione radiofonica e del Public Speaking: stiamo parlando di Guida all’uso delle parole. Parlare e scrivere semplice e preciso per capire e farsi capire di Tullio De Mauro. Continua a leggere
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Come si diventa giornalisti? Cos’è l’Ordine dei Giornalisti?
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
il mestiere del giornalista rappresenta ancora oggi una delle professioni maggiormente ambite e che esercitano un notevole fascino sui giovani più curiosi e attenti a quanto accade nel mondo. Ma quali sono i passi da compiere per diventare giornalisti?
L’Ordine dei Giornalisti
L’esercizio della professione giornalistica è regolata in Italia dalla legge n. 69 del 3 febbraio 1963. Questa norma caratterizza l’attività giornalistica come “attività intellettuale a carattere professionale” e impone a chi svolge il mestiere di giornalista l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti (www.odg.it). Come ogni ordine professionale, esso regola e tutela i giornalisti nell’esercizio delle loro attività. Per poter entrare a far parte dell’Ordine, si possono intraprendere diverse strade. L’Albo professionale, infatti, è diviso in due elenchi: quello dei Giornalisti Professionisti e quello dei Giornalisti Pubblicisti. Ad essi fanno riferimento due distinte figure di giornalista, e prevedono due percorsi diversi per accedervi. Continua a leggere
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Creare una web-radio e diventare Dj? Con Spreaker si può
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
da ormai diversi anni il fenomeno delle web radio ha rivoluzionato il nostro modo di concepire e fruire i contenuti di uno dei media più popolari e amati dagli italiani. Basti pensare alle non poche radio che hanno attivato non solo lo streaming online del flusso, ma addirittura hanno creato più canali tematici che gli internauti possono scegliere in base ai loro gusti musicali.
Dalle web radio alle social web radio
Internet, oggi, è soprattutto social network: da Facebook a Twitter, passando per Flickr e YouTube, sono ormai innumerevoli le piattaforme online che ci permettono di condividere con gli amici pensieri, parole, immagini e video. In un panorama di questo tipo, non poteva certo mancare un social network dedicato alla condivisione di file audio: stiamo naturalmente parlando di Spreaker, un innovativo esperimento di “social web radio” nato circa un anno fa su iniziativa di alcuni ragazzi di Bologna. Continua a leggere
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Cosa vuol dire “Il medium è il messaggio”? L’attualità di Marshall McLuhan oggi
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
nel campo della comunicazione sono pochi i pensatori che hanno esercitato e che esercitano tutt’ora un’influenza pari a quella di Marshall McLuhan (1911-1980). Il sociologo canadese – del quale ricorre quest’anno il centenario dalla nascita – ha infatti studiato per tutta la vita le dinamiche della comunicazione e le loro influenze sulla società e sui singoli individui, anticipando spesso tendenze e sviluppi che si sarebbero poi effettivamente verificati.
Da ingegnere mancato a precursore del world wide web
Iscrittosi inizialmente alla facoltà di ingegneria della Manitoba University, nel suo Paese natale, McLuhan passò ben presto allo studio della lingua e della letteratura inglese, conseguendo dapprima la laurea e trasferendosi successivamente in Gran Bretagna per conseguire il dottorato presso l’Università di Cambridge. Dopo gli studi, McLuhan intraprese la carriera accademica, insegnando in diverse università fra Stati Uniti e Canada ed elaborando alcune teorie che ancora oggi sono alla base degli insegnamenti nel campo della comunicazione, come l’elaborazione della nozione di “villaggio globale”, che sottolinea come, grazie ai nuovi media, il mondo sia destinato a divenire più piccolo e le distanze fisiche e culturali a ridursi notevolmente. Se pensiamo a quando internet abbia negli ultimi anni avvicinato fra di loro popoli e culture, non è sbagliato sostenere che McLuhan abbia in qualche modo profetizzato le conseguenze della nascita del web. Continua a leggere
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Da Below a Beyond: la Comunicazione in Tempo di Crisi
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
negli scorsi mesi abbiamo affrontato temi quali il copywriting e il public speaking, due attività connesse ai settori della pubblicità e delle relazioni pubbliche. Sono, questi, due ambiti particolarmente attuali in un mondo dove l’influenza e la pervasività dei mass media si fanno sempre più accentuate. Ma quali sono le differenze fondamentali fra pubblicità e relazioni pubbliche?
Una vecchia distinzione
Nel linguaggio della comunicazione si utilizzano solitamente i termini “above the line” e “below the line” per distinguere fra le attività che sfruttano i circuiti tradizionali della pubblicità – affissioni, campagne stampa, spot pubblicitari televisivi e radiofonici – da quelle che invece si situano al di fuori da questi circuiti, come le relazioni pubbliche, le attività di marketing o di partnership. Questa distinzione, tuttavia, appare oggi superata, anche in relazione al ruolo che stanno ricoprendo in maniera sempre più decisiva i social media e la rete in generale. Continua a leggere






Confronto televisivo Hollande-Sarkozy: un’analisi tecnica
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
in un precedente post ci siamo occupati di due fenomeni cognitivi che accadono normalmente quando ascoltiamo un discorso: l’effetto primacy e l’effetto recency. Si tratta, in sintesi, della tendenza che abbiamo a ricordare più facilmente i primi e gli ultimi elementi di quanto stiamo ascoltando, mentre abbiamo più difficoltà a immagazzinare le informazioni contenute nella parte centrale del discorso. Parlando di questi due effetti, avevamo citato un esempio proposto da Elliott Aronson, che applicava il fenomeno alle campagne elettorali, e in particolare esaminava il caso in cui due sfidanti si trovassero a dover affrontare un confronto televisivo. Il dibattito avvenuto degli scorsi giorni fra i due candidati alla presidenza della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy e François Hollande ci dà l’occasione per esaminare da un punto di vista tecnico quali potrebbero essere gli effetti che quel dibattito avrà sul voto di domenica.
Ecco una breve sintesi video del confronto pubblicato da “Le Monde” su YouTube:
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