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Jessica Malfatto
Giornalista Scrittrice
Archivi tag: diventare speaker
Diventare speaker: per Joshi e Rox un sogno realizzato
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
oggi ci piace raccontare l’esperienza di due ragazzi approdati alla radio dopo una formazione mirata. Rox e Joshi sono speaker a RADIO MACH 5 – una storica radio milanese dal 1976, conducendo tre programmi dei quali sono anche autori. RADIO TOP SECRET – in onda tutti i martedi dalle 17 alle 20 e tutti i giovedi dalle 22 alle 24 – è il risultato del loro impegno, della loro creatività e della loro formazione. Continua a leggere
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Che differenza c’è tra uno speaker, un conduttore radiofonico e un doppiatore?
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
una delle domande più frequenti a cui capita di rispondere durante i corsi di dizione e speakeraggio riguarda la differenza tra tre figure professionali molto ambite: lo speaker, il conduttore radiofonico e il doppiatore. Facciamo un po’ d’ordine: sebbene tra le attività esistano senz’altro alcuni punti di contatto, è importante cercare di proporre un’ulteriore differenziazione nell’ambito di queste professioni. Schematizzando, esistono:
- Voice over talent (Speaker per audioproduzioni/vocalizzazioni fuori campo: documentari, filmati industriali, siti web, etc.)
- Speaker/doppiatori pubblicitari (Specializzati nella realizzazione di audio per la pubblicità)
- Speaker radiofonici (Specializzati nella conduzione di programmi radiofonici)
- Public Speaker (Specializzati nella comunicazione in pubblico)
- Doppiatori (Specializzati nel dubbing di produzioni cinematografiche/serie tv/cartoni animati)
Come dicevamo prima, e come abbastanza evidente, esistono senz’altro tratti in comune tra tutte queste mansioni, eppure le competenze che portano i professionisti ad occuparsi di ciascuno di questi ambiti sono molto diverse tra loro. Analizziamole. Continua a leggere
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Qual è il titolo di studio necessario per lavorare in radio?
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
una delle domande più frequenti che viene posta durante i corsi in dizione, scrittura e conduzione radiofonica riguarda il titolo di studio necessario per poter lavorare in radio. Come spesso accade per i contesti di comunicazione radiotelevisiva, non esiste una risposta univoca, e in ogni caso le esigenze sono differenti a seconda del tipo di emittente e della mansione da svolgere. Analizziamone alcune. Continua a leggere
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Come si crea una web radio? Ecco come andare on air sul web
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
nelle scorse settimane ci siamo occupati di Spreaker, accennando così al mondo delle web radio. Ma come si fa ad aprire una vera e propria radio online? Quali sono le apparecchiature necessarie? Quali mosse dobbiamo compiere per non rischiare di incorrere in sanzioni derivanti da un utilizzo senza autorizzazione del diritto d’autore? Il percorso da seguire non è immune da ostacoli: scopriamo insieme come evitarli. Continua a leggere
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Come scegliere le parole giuste da dire in radio? Riscopriamo un libro fondamentale
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
oggi torniamo ad occuparci di libri, e in modo particolare di un testo ormai divenuto un vero e proprio classico, e che può risultare molto utile a tutti coloro che necessitano di qualche consiglio per migliorare la propria efficacia comunicativa, specie se ci si accinge per la prima volta al mondo della conduzione radiofonica e del Public Speaking: stiamo parlando di Guida all’uso delle parole. Parlare e scrivere semplice e preciso per capire e farsi capire di Tullio De Mauro. Continua a leggere
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Creare una web-radio e diventare Dj? Con Spreaker si può
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
da ormai diversi anni il fenomeno delle web radio ha rivoluzionato il nostro modo di concepire e fruire i contenuti di uno dei media più popolari e amati dagli italiani. Basti pensare alle non poche radio che hanno attivato non solo lo streaming online del flusso, ma addirittura hanno creato più canali tematici che gli internauti possono scegliere in base ai loro gusti musicali.
Dalle web radio alle social web radio
Internet, oggi, è soprattutto social network: da Facebook a Twitter, passando per Flickr e YouTube, sono ormai innumerevoli le piattaforme online che ci permettono di condividere con gli amici pensieri, parole, immagini e video. In un panorama di questo tipo, non poteva certo mancare un social network dedicato alla condivisione di file audio: stiamo naturalmente parlando di Spreaker, un innovativo esperimento di “social web radio” nato circa un anno fa su iniziativa di alcuni ragazzi di Bologna. Continua a leggere
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Lavorare in radio: un mestiere affascinante
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
ancora una volta rispondiamo con piacere ai lettori del blog e agli iscritti ai corsi di Parlarealmicrofono.it che cercano di scoprire e capire come accedere a un mestiere – quello del conduttore radiofonico – che ancora oggi, a distanza di anni, riscuote un grande successo e riveste un prestigio e un fascino non indifferenti. Nel cercare di dare un’interpretazione a questo fenomeno, resta da dire che la radio è uno strumento ancora in grado di regalare emozioni, forse anche e soprattutto a causa della sovrabbondanza di immagini che caratterizzano il nostro tempo. La radio ci mette al riparo dalle troppe immagini, mette in moto meccanismi immaginativi che ci consentono di ascoltare musica, accompagnati da una voce amica, anche mentre stiamo facendo altro.
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A cosa serve la dizione?
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
capita di essere alle prese con il primo provino da speaker, cantante, attore o annunciatore radio-televisivo, e di ritrovarsi col dubbio di approfondire o meno i temi della dizione corretta. Anzitutto possiamo dare un primo spunto affermando che la dizione italiana corretta denota l’amore e la passione per la nostra lingua, e che probabilmente meriterebbe un po’ di attenzione in più a prescindere, considerato che la distinzione scritta tra vocali aperte e chiuse la utilizziamo solo per pochissime parole – al contrario, ad esempio, di quanto accade per la lingua francese, che ne fa un utilizzo molto più ampio.
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Messa da parte questa premessa, sono molte le persone che cercano di dare una risposta a una domanda tanto breve quanto complessa, ovvero: a cosa serve la dizione? Attualmente non c’è ancora una risposta che riesca ad accontentare tutti senza che qualcuno storca il naso. Questo probabilmente accade perché in molti trovano la propria personale inflessione come un tratto distintivo e caratteristico, e in alcuni contesti di comunicazione si tratta di un’idea dotata di un suo senso.
La conduzione radiofonica, ad esempio - specie quando è proiettata su format radiofonici cosiddetti “generalisti” – non pretende l’utilizzo della dizione corretta a tutti i costi, dato che la personalità radiofonica dello speaker prevale sulla dimensione tecnica della lettura.
Lo speakeraggio inteso invece nella sua accezione di vocalizzazione “fuori campo” (voice over, doppiaggio pubblicitario, etc.) pretende una maggiore attenzione alla dizione, tanto che molto spesso negli studi di registrazione non manca un esemplare del DOP, il Dizionario d’Ortografia e Pronunzia di cui già ci siamo occupati alcuni giorni fa con un’interessante recensione. Continua a leggere
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