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Jessica Malfatto
Giornalista Scrittrice
Archivi autore: Segreteria2
Professione doppiatore: il mestiere invisibile
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
oggi vogliamo rivolgere la nostra attenzione a una professione molto affascinante, ma spesso sconosciuta. In pochi si rendono conto della sua esistenza, a meno che non si sia appassionati di cinema o televisione o che non si lavori già nell’ambito dello spettacolo e dell’intrattenimento. Parliamo del doppiaggio e del percorso formativo da intraprendere per diventare bravi doppiatori. Essere doppiatori vuol dire innanzitutto essere professionisti della parola. Nella maggior parte dei casi i doppiatori sono attori che prestano la loro voce per il doppiaggio di un film, di un cartone animato, di una serie tv, ma talvolta la figura del doppiatore può coincidere con quella dello speaker di uno spot radiofonico o di una voce fuori campo per un documentario o un videogioco. Continua a leggere
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Come si calcolano gli ascolti dei programmi radiofonici? Le novità di RadioMonitor
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
a molti di voi sarà capitato di chiedersi come si calcolano gli ascolti dei programmi radiofonici. In questi giorni è stato presentato RadioMonitor, la nuova ricerca che cercherà di fornire dati oggettivi, affidabili e veloci, mettendo d’accordo finalmente un numero cospicuo di network radiofonici che ne hanno approvato l’utilizzo. Ha già aderito la grande maggioranza delle radio nazionali e oltre 220 emittenti radiofoniche locali. Continua a leggere
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CNV – Segreti e limiti della Comunicazione Non Verbale
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
da alcuni decenni si assiste ad un interesse sempre maggiore, da parte delle scienze sociali e umane, verso tutta quella comunicazione che avviene con modalità diverse dal linguaggio parlato, a differenza di ciò che avveniva nei primi anni del secolo scorso, in cui la comunicazione non verbale non riceveva ancora la giusta attenzione, un po’ perché i segnali sono per certi versi inconsapevoli, un po’ perché il prevalere di un’idea fortemente razionalistica dell’uomo tendeva a mettere più in evidenza gli aspetti verbali. È ormai accettato che non si comunica solo con la lingua parlata o scritta, ma anche e soprattutto con gesti e movimenti, dei quali talvolta neanche ci si accorge. Parliamo di quella che lo psicologo Mauro Cozzolino definisce nel suo saggio “comunicazione invisibile”. Conoscerla e saperla gestire potrebbe migliorare decisamente il nostro modo di porci e di comunicare con gli altri. Continua a leggere
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Comunicazione e media: lavorare in ufficio stampa
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
è passato quasi un secolo da quando il “guru” della comunicazione Edwards Bernays, uno dei pubblicitari americani più influenti del secolo scorso, dal suo “Ufficio di Relazioni Pubbliche” a New York ideava campagne di comunicazione e promozione per grandi aziende, dando origine a quella professione che oggi corrispon
de al nostro addetto stampa o press agent. Quello dell’addetto stampa è uno dei mestieri legati alla scrittura, che si sono largamente diffusi negli ultimi anni. Rispetto a un tempo, con l’avvento dei new media e delle nuove tecnologie, si assiste oggi a una trasformazione continua delle modalità e dei canali di comunicazione, ma le vecchie strategie di Bernays in un certo senso rimangono sempre valide. È anche vero però che, per quanto l’addetto stampa goda di una posizione di rilievo tra le nuove professioni, regna una diffusa confusione su cosa sia esattamente un ufficio stampa e di cosa si occupi. Continua a leggere
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Omar Calabrese, la semiotica e le parole che ancora ci confondono
Cari amici di Parlarealmicrofono.it,
in questi giorni abbiamo dovuto dire addio a Omar Calabrese, uno dei più importanti studiosi di semiotica in Italia e nel mondo. Allievo e poi assistente di Umberto Eco al DAMS, docente all’Università di Siena, padre fondatore dell’Ulivo, nonché accademico e docente in università internazionali, Calabrese si era occupato di ricerca sul linguaggio dell’arte e della comunicazione televisiva. Autore di saggi profondi su quella che ha definito età neobarocca, sul linguaggio dell’arte e della pittura, la sua scomparsa lascia un vuoto nello studio della semiotica e dei mass media. Continua a leggere
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